Site icon Occhio di Salerno

West Nile, cresce la sorveglianza sanitaria: nuovi casi in Campania, ma la situazione resta sotto controllo

zanzara malaria italia

Foto di repertorio

Resta alta l’attenzione sanitaria in Campania per i casi di infezione da Virus West Nile, la malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette, che continua a far registrare nuove positività, soprattutto nelle province di Caserta e Napoli. A preoccupare, in particolare, è la presenza di focolai in aree precedentemente non considerate endemiche, con una progressiva estensione dei contagi che, pur restando contenuti, richiedono monitoraggio costante da parte delle autorità sanitarie come riportato da Il Mattino.

West Nile, cresce la sorveglianza sanitaria: nuovi casi in Campania

Il virus, veicolato dalle zanzare che lo acquisiscono dagli uccelli selvatici, non si trasmette da persona a persona. Nella maggior parte dei casi – soprattutto tra adulti sani e giovani – l’infezione decorre in modo asintomatico o con sintomi lievi simili a quelli influenzali, come febbre, mal di testa e dolori muscolari. Tuttavia, circa l’1% dei soggetti contagiati può sviluppare la forma neuroinvasiva della malattia, che colpisce principalmente le persone fragili e immunocompromesse, con un tasso di letalità che raggiunge un caso su tre.

In Campania, l’ultimo caso accertato riguarda un’anziana di 80 anni residente a Pomigliano d’Arco, attualmente ricoverata presso l’Azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. La donna rappresenta il secondo caso proveniente dalla stessa località: il primo, un uomo di 74 anni, è deceduto nei giorni scorsi all’Ospedale del Mare. Un terzo paziente, giovane e senza patologie pregresse, era stato registrato a Sant’Antimo ed è stato dimesso dall’ospedale di Aversa dopo un rapido recupero.

Nelle ultime ore è stato segnalato un nuovo caso sospetto: un uomo di 86 anni, trasferito da Solofra all’ospedale Moscati di Avellino, ha manifestato febbre e altri sintomi compatibili con l’infezione. Gli esami sierologici effettuati al momento del ricovero hanno fornito esiti non conclusivi, e si attendono gli approfondimenti diagnostici. È risultato positivo anche un donatore di sangue, residente a San Cipriano d’Aversa ed esposto presumibilmente nella zona di Castel Volturno: l’uomo ha accusato sintomi lievi e transitori a partire dal 24 luglio.

Le attività di screening sulle donazioni di sangue sono state potenziate in tutte le aree a rischio, con controlli estesi su ogni campione prelevato. In questo contesto, le autorità sanitarie locali stanno adottando misure precauzionali, tra cui la disinfestazione e il monitoraggio degli habitat favorevoli alla proliferazione delle zanzare.

Sulla diffusione del virus è intervenuta la sezione campana della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. I vertici, Andrea Simonetti e Maria Triassi, hanno ribadito la necessità di rafforzare i dipartimenti di prevenzione delle ASL, ricordando che, pur non trattandosi di un patogeno a rischio pandemico, la sorveglianza resta fondamentale per intercettare tempestivamente le criticità sanitarie emergenti.

Il professor Roberto Parrella, direttore del Dipartimento malattie infettive del Cotugno di Napoli e presidente della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato alla gestione del virus: «Sorveglianza epidemiologica, diagnosi precoce e prevenzione ambientale rappresentano i tre cardini su cui si fonda un contenimento efficace dell’infezione». Parrella ha ricordato che, in assenza di antivirali specifici, la terapia resta di tipo sintomatico e di supporto, con l’eventuale utilizzo di immunoglobuline o trattamenti sperimentali in casi gravi.

Exit mobile version