Si è tenuta questa mattina, mercoledì 21 gennaio, l’udienza preliminare sul presunto voto di scambio a Salerno: Alfieri non accetta la proposta riparatoria di Squecco e Bernardi. Decisioni rinviate all’11 febbraio.
Voto di scambio, udienza preliminare a Salerno: Alfieri non accetta la proposta risarcitoria
Si è tenuta nella mattinata di oggi, all’interno della cittadella giudiziaria di Salerno, l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso legato alle amministrative del 2019 a Capaccio Paestum. Nel procedimento risultano coinvolti, oltre all’ex sindaco Franco Alfieri, l’imprenditore Roberto Squecco, il vigile urbano Antonio Bernardi, l’ex dipendente cimiteriale Michele Pecora e Antonio Cosentino. Gli imputati si trovano agli arresti domiciliari e hanno preso parte all’udienza assistiti dai rispettivi difensori. Domenico De Cesare ha seguito i lavori in videocollegamento dal carcere di Cosenza, dove è detenuto per altri procedimenti, mentre Vincenzo De Cesare, recluso a Salerno, ha scelto di non comparire. Non presente in aula anche Stefania Nobili, ex moglie di Squecco, unica indagata non sottoposta a misure cautelari.
Davanti al giudice per l’udienza preliminare Brigida Cavasino, l’avvocato Vincenzo Scarlato, che assiste Squecco e Bernardi, ha avanzato istanze di revoca o attenuazione delle misure cautelari. Nel corso dell’udienza è stata inoltre depositata una richiesta di condotta riparatoria “banco iudicis”, consistente in un risarcimento complessivo di 4.000 euro, suddiviso in 2.000 euro ciascuno, destinato a Franco Alfieri in relazione al presunto tentativo di estorsione. Analoga richiesta di revisione della misura è stata formulata anche dall’avvocato Francesco Raeli per conto di Michele Pecora.
Il pubblico ministero Carlo Rinaldi, della Procura di Salerno, ha espresso parere favorevole alla revoca della misura per Bernardi, mentre si è opposto alle richieste avanzate per Squecco e Pecora. Nessuna istanza è stata invece presentata dai difensori di Alfieri, Agostino De Caro e Domenicoantonio D’Alessandro, in attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio l’ordinanza cautelare nei confronti dell’ex primo cittadino, demandando un nuovo esame al Tribunale di Salerno.
Al termine dell’udienza, l’avvocato D’Alessandro non ha escluso una futura costituzione di parte civile di Alfieri in relazione al presunto tentativo di estorsione e al mancato attentato dinamitardo. La proposta risarcitoria avanzata da Squecco e Bernardi non è stata accolta, sebbene non vi sia stato un rigetto formale in aula. Il giudice si è riservato di decidere sulle richieste di modifica delle misure cautelari nella prossima udienza, fissata per l’11 febbraio, quando proseguirà l’esame preliminare del procedimento.









