Nel quartiere Torrione esiste un nodo della viabilità urbana che da tempo concentra timori, segnalazioni e preoccupazioni diffuse come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Si tratta dell’intersezione tra via Sciaraffia e via Robertelli, un punto nevralgico inserito in un contesto ad alta densità commerciale e residenziale, a ridosso del mercato rionale e di numerose attività di prossimità. Qui, il normale flusso di auto e pedoni si trasforma quotidianamente in una situazione critica, al punto che i residenti hanno ormai ribattezzato l’area con un’espressione diventata di uso comune: “il crocicchio della morte”.
Torrione, l’incrocio che mette a rischio pedoni ogni giorno
Le condizioni dell’incrocio emergono con evidenza osservando ciò che accade nelle diverse fasce orarie della giornata. Veicoli parcheggiati a ridosso delle curve, soste irregolari che restringono la carreggiata e file improvvisate riducono drasticamente la visibilità. Il risultato è un campo visivo limitato a pochi metri, che rende difficoltoso sia l’avanzamento dei mezzi sia l’attraversamento pedonale. Chi si muove a piedi è spesso costretto a procedere con estrema cautela, cercando un contatto visivo con gli automobilisti, mentre chi guida si trova improvvisamente di fronte a pedoni che emergono all’ultimo istante, nascosti da auto in doppia fila o da veicoli in sosta abusiva.
Uno degli elementi più critici riguarda la segnaletica orizzontale. Le strisce pedonali risultano in gran parte consumate dal tempo e dal traffico, frammentate o quasi del tutto cancellate. In un’area caratterizzata da spostamenti brevi e continui, questa assenza incide in modo diretto sulla sicurezza. Le indicazioni sull’asfalto non svolgono più la loro funzione di guida né per gli automobilisti né per i pedoni, che si trovano ad attraversare affidandosi esclusivamente all’intuito e alla prudenza individuale.
A complicare ulteriormente il quadro è la sosta irregolare, particolarmente frequente nelle ore di punta. Auto lasciate troppo vicino agli incroci, mezzi in doppia fila e scooter che si insinuano tra le corsie contribuiscono a creare un traffico frammentato, fatto di arresti improvvisi e ripartenze brusche. In questi frangenti, la dinamica della circolazione diventa imprevedibile e l’attraversamento pedonale si trasforma in un passaggio ad alto rischio, soprattutto nelle ore serali, quando il calo della luminosità e un’illuminazione pubblica non sempre adeguata accentuano le criticità.
Su questo incrocio grava inoltre un precedente che ha segnato profondamente il quartiere. Nel 2023, proprio in quel punto, l’anziana Maria Ascolese perse la vita dopo essere stata investita nei pressi di un supermercato. Un episodio che aveva acceso i riflettori sulla pericolosità dell’area, ma che, a distanza di tempo, non ha prodotto cambiamenti strutturali evidenti. La segnaletica resta deteriorata, la sosta selvaggia continua e gli interventi invocati dai residenti — dal rifacimento delle strisce pedonali al miglioramento dell’illuminazione, fino a soluzioni che rendano più visibili gli attraversamenti — restano ancora in attesa di una risposta organica.









