Una violenta tempesta geomagnetica ha interessato la Terra tra la sera di lunedì 19 e la giornata di martedì 20 gennaio 2026, generata dall’impatto di un flusso di vento solare di eccezionale velocità. L’evento, classificato inizialmente come tempesta geomagnetica severa di livello G4, ha prodotto effetti tuttora in corso, con una marcata instabilità del campo magnetico terrestre e la comparsa di aurore boreali a latitudini insolitamente basse, comprese alcune aree dell’Italia settentrionale.
Tempesta solare G4 investe la Terra: aurora boreale visibile in Italia
Secondo i dati diffusi dal portale di monitoraggio SpaceWeatherLive.com, alle 09:43 del Tempo Coordinato Universale di oggi, corrispondenti alle 10:43 in Italia, è stata registrata una tempesta geomagnetica forte di classe G3, con indice Kp pari a 7. Poco meno di due ore dopo, alle 11:22 UTC, l’attività magnetica è tornata ad intensificarsi, raggiungendo nuovamente la soglia G4, con indice Kp salito a 8. L’indice Kp, che misura le perturbazioni del campo magnetico terrestre su una scala da 0 a 9, indica che valori così elevati consentono la visibilità dell’aurora boreale anche a latitudini mediterranee, purché in condizioni di buio e cielo sereno.
La sera del 19 gennaio l’arrivo del vento solare, con velocità superiori ai 1.600 chilometri al secondo, ha colpito la magnetosfera terrestre dando origine a estesi archi aurorali. Il fenomeno è stato documentato fotograficamente in diverse regioni del Nord Italia, mentre condizioni meteorologiche avverse hanno limitato l’osservazione nel Centro, nel Sud e nelle isole maggiori. Le aurore si sono manifestate con una gamma cromatica ampia, includendo tonalità di rosso, verde, viola e azzurro.
L’origine dell’evento risale alla sera di domenica 18 gennaio, quando la macchia solare denominata AR 4341 ha prodotto un potente brillamento solare di classe X1.9. L’esplosione, accompagnata da un’espulsione di massa coronale diretta verso la Terra, ha proiettato nello spazio un’enorme quantità di plasma e campi magnetici provenienti dalla corona solare. A causa dell’energia e della velocità del fenomeno, la nube di particelle ha raggiunto il nostro pianeta in circa 24 ore, anticipando sensibilmente i tempi di percorrenza medi stimati tra i due e i tre giorni.
Oltre agli effetti visivi, una tempesta geomagnetica di classe G4 può comportare conseguenze rilevanti sulle infrastrutture tecnologiche. Tra i possibili impatti rientrano disturbi alle reti elettriche, anomalie nei sistemi satellitari, interferenze nelle comunicazioni radio e nei segnali GPS, nonché ripercussioni sul traffico aereo e su alcuni comportamenti biologici, come i sistemi di orientamento degli animali migratori. Il livello G4 rappresenta il penultimo grado di intensità nella scala delle tempeste geomagnetiche, immediatamente inferiore alla classe G5, considerata estrema.
L’attività magnetica, secondo gli esperti, resta instabile. Le oscillazioni dei parametri suggeriscono che la perturbazione non si sia ancora completamente esaurita, lasciando aperta la possibilità di nuove manifestazioni aurorali nella notte tra il 20 e il 21 gennaio. In caso di condizioni favorevoli, in particolare cieli sereni e buio sufficiente, il fenomeno potrebbe ripresentarsi anche sull’Italia settentrionale e su altre aree dell’Europa centro-settentrionale.
L’evoluzione della tempesta solare continua a essere monitorata dai centri di osservazione internazionali, mentre il campo magnetico terrestre mostra segnali di persistente sollecitazione a seguito dell’impatto con la nube solare.









