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Stretta sul turismo sommerso: raffica di multe per evasione della tassa di soggiorno

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A Salerno scatta un’operazione di controllo su larga scala contro l’evasione legata alla tassa di soggiorno, uno dei capitoli più sensibili della crescita turistica cittadina. La Polizia locale ha messo in campo un’attività ispettiva articolata e capillare che ha portato all’individuazione di numerose irregolarità nel settore dell’ospitalità extra-alberghiera, con sanzioni e accertamenti destinati a proseguire anche nelle prossime settimane come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Salerno, raffica di multe per evasione della tassa di soggiorno

L’intervento, condotto dal nucleo tributario del comando di Polizia locale, si è concentrato su bed and breakfast, case vacanze, affittacamere e locazioni brevi, realtà sempre più diffuse nel tessuto urbano. I controlli hanno interessato diverse zone della città, dal centro storico alle aree residenziali a maggiore vocazione turistica, con particolare attenzione ai periodi di maggiore afflusso di visitatori, quando il rischio di omissioni e dichiarazioni parziali risulta più elevato.

Il quadro emerso dalle verifiche evidenzia un fenomeno strutturato. Sono decine le strutture risultate non in regola rispetto agli obblighi previsti dal regolamento comunale sull’imposta di soggiorno. In numerosi casi è stato riscontrato il mancato versamento del contributo dovuto per i pernottamenti effettuati, in altri una rendicontazione incompleta o tardiva delle presenze. Le violazioni accertate hanno fatto scattare sanzioni amministrative, applicate secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Accanto alle strutture sanzionate per irregolarità dirette nel pagamento dell’imposta, l’attività di controllo ha portato alla luce un numero ancora più ampio di esercizi che non hanno trasmesso correttamente i dati richiesti nei termini stabiliti. Un passaggio cruciale, perché la comunicazione puntuale delle presenze costituisce la base per il calcolo della tassa e per il monitoraggio dei flussi turistici. L’assenza o l’incompletezza di queste informazioni compromette la capacità dell’ente di pianificare servizi, interventi e investimenti legati all’accoglienza.

Dagli accertamenti è emersa una casistica ricorrente: pernottamenti non dichiarati, discrepanze tra i numeri pubblicizzati sulle piattaforme di prenotazione e quelli ufficialmente comunicati al Comune, rendicontazioni parziali che riducono l’importo effettivamente dovuto. Un sistema che, oltre a sottrarre risorse economiche all’ente, altera le condizioni di concorrenza tra operatori del settore, penalizzando chi rispetta le regole.

Il contesto in cui si inserisce l’operazione è quello di una città che ha conosciuto negli ultimi anni un’espansione significativa dell’offerta ricettiva. Le strutture censite sul territorio comunale sono diverse centinaia e testimoniano un mercato in continua crescita, trainato da eventi, crocierismo, turismo culturale ed enogastronomico. Proprio questa espansione ha reso necessario un rafforzamento dei controlli, per evitare che lo sviluppo del comparto proceda in modo disomogeneo e privo di adeguate garanzie di legalità.

Sul piano finanziario, la tassa di soggiorno rappresenta una voce sempre più rilevante per il bilancio comunale. Gli introiti registrati hanno già superato i livelli dell’anno precedente, confermando un trend positivo legato all’aumento delle presenze turistiche e alla destagionalizzazione dei flussi. Risorse che vengono destinate al miglioramento dei servizi urbani, alla manutenzione e alle politiche di accoglienza.

L’azione della Polizia locale si inserisce dunque in una strategia più ampia di controllo e trasparenza, finalizzata a garantire che la crescita del turismo si accompagni al rispetto delle regole fiscali e amministrative. La stretta avviata in queste settimane rappresenta un segnale chiaro agli operatori del settore: l’ospitalità diffusa è una leva di sviluppo, ma non può trasformarsi in un’area sottratta agli obblighi previsti dalla legge.

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