Cronaca Salerno

“Strade Fantasma” nel Cilento, confermato il maxi danno erariale: respinti i ricorsi

Agropoli Angelo Vassallo
Angelo Vassallo
Agropoli Angelo Vassallo

La Sezione centrale d’Appello della Corte dei conti ha chiuso definitivamente il capitolo giudiziario dell’inchiesta nota come “Strade Fantasma”, rispingendo i ricorsi presentati da due ex funzionari della Provincia di Salerno. I giudici contabili hanno così confermato le responsabilità già accertate in primo grado in relazione al maxi danno erariale contestato.

“Strade Fantasma” nel Cilento, confermato il maxi danno erariale: respinti i ricorsi

Diversa la valutazione per l’istituto di credito coinvolto, la BPER Banca – già Banca della Campania e all’epoca tesoriere dell’ente di Palazzo Sant’Agostino – per il quale è stata ridotta la sanzione economica.

L’indagine trae origine da una denuncia presentata dall’allora sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, figura simbolo dell’impegno per la legalità e la tutela del territorio cilentano. Un atto che diede il via agli accertamenti su presunte irregolarità nella gestione dei fondi pubblici destinati a lavori infrastrutturali.

Con la sentenza emessa nel 2024, la Sezione giurisdizionale regionale per la Campania della Corte dei conti aveva quantificato in 6 milioni e 362mila euro il danno erariale subito dalla Provincia di Salerno nel periodo compreso tra il 13 febbraio 2007 e l’8 settembre 2009.

Secondo la ricostruzione dei giudici, il pregiudizio per le finanze pubbliche sarebbe stato causato dalle condotte di tre dipendenti provinciali che, a vario titolo, avrebbero contribuito all’emissione di 36 mandati di pagamento in favore di cinque società private, tutte riconducibili a un unico imprenditore. I lavori per i quali erano stati disposti i pagamenti, sulla base degli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza, sarebbero risultati inesistenti o già liquidati in precedenza.

La sentenza

Con il pronunciamento dell’Appello viene dunque consolidato l’impianto accusatorio alla base dell’inchiesta, confermando le responsabilità accertate in primo grado per il presunto sperpero di risorse pubbliche.

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