La mappa nazionale dei siti inquinati evidenzia una grave emergenza in Campania. Servono oltre 2,5 miliardi per completare le bonifiche entro il 2035. Il piano prevede due fasi di linee di finanziamento: la prima ammonta a 242 milioni di euro e la seconda è pari a oltre 342 milioni di euro. Lo riporta Il Mattino.
Siti inquinati, la nuova mappa dei rischi ambientali: Campania in emergenza
La mappa nazionale dei siti inquinati esiste ed è già un primo passo avanti. L’obiettivo fissato da Palazzo Chigi e dal Commissariato nazionale per le bonifiche è ora quello di ampliarla e completare, entro il 2035, la bonifica e la messa in sicurezza delle aree contaminate presenti sul territorio italiano.
Il piano prevede un impegno economico complessivo di 2,5 miliardi di euro, sostenuto da due principali linee di finanziamento. La prima, già stanziata, ammonta a 242 milioni di euro, ma a metà 2025 risultava utilizzato solo un quarto delle risorse, pari a circa 64 milioni. La seconda, di medio periodo, è pari a 342.798.878 euro fino al 2027 e confluirà nel volume complessivo di risorse stimato in 2,527 miliardi, destinato a risanare un’emergenza ambientale diffusa su scala nazionale.
Il quadro aggiornato emerge dalla relazione elaborata dal commissario di governo per le bonifiche, Giuseppe Vadalà, che per la prima volta restituisce una fotografia organica dell’inquinamento in Italia. Il documento, costruito incrociando le banche dati regionali con le informazioni dell’Ispra, censisce oltre 38mila aree contaminate che necessitano di interventi di risanamento.
Nel dettaglio, il rapporto analizza 16.365 procedimenti ancora in corso e 22.191 già conclusi, presenti nella piattaforma nazionale “Mosaico”, soffermandosi poi su 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione, considerati i più rilevanti sotto il profilo ambientale. L’analisi riguarda lo stato di avanzamento degli interventi, i livelli di contaminazione, le modalità di chiusura dei procedimenti, la loro durata, le superfici coinvolte, i soggetti titolari e la distribuzione territoriale, con un focus specifico sui cosiddetti siti orfani.
Attraverso successive delibere, il commissario ha assunto la gestione diretta di numerose discariche e siti particolarmente critici, tra cui Malagrotta a Roma e Scordovillo a Lamezia Terme, con l’obiettivo di accelerare le bonifiche e rispondere alle procedure di infrazione europee. Per quanto riguarda la rimozione dei rifiuti, il traguardo minimo è fissato a 33mila tonnellate da eliminare entro il 2035, operazione che richiederà investimenti per 30 milioni di euro.
Il caso Campania
Particolarmente allarmante è la situazione in Campania, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta. Il dossier individua 14 siti ad altissimo livello di emergenza, per i quali devono ancora essere avviate tutte le procedure di bonifica e messa in sicurezza. Tra questi figurano le aree di Agrimonda (Mariglianella), Calabricito e Curcio (Acerra), cava Suarez (Napoli), le discariche Pirucchi e Iovino (Palma Campania), cava Al.Ma. (Villaricca), Paenzano 1 e 2 (Tufino), cava Purgatorio (Capua), ex Pozzi Ginori (Calvi Risorta), cava Monti (Maddaloni), Cuponi di Sagliano e Masseria Annunziata (Villa Literno), oltre al sito Lo Uttaro a Caserta.
Questo concentrato di criticità ambientali è stato individuato e classificato nel maggio 2025 ed è ora in attesa dell’avvio degli interventi. La relazione segnala inoltre altri 14 siti campani di interesse, dei quali uno solo, Pagani – località Torretta, è ancora da regolarizzare. Gli altri, situati tra le province di Benevento, Avellino e Salerno, sono stati messi in sicurezza tra il 2024 e il 2025.
Nell’ambito del piano di compensazione ambientale, la Sogesid, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e operativa come soggetto in house del Ministero dell’Ambiente, ha effettuato interventi di rimozione dei rifiuti per 5,6 milioni di euro. I Comuni coinvolti hanno inoltre realizzato, con risorse proprie, ulteriori operazioni di bonifica e riqualificazione per circa 14 milioni di euro, consentendo la rimozione di 19.500 tonnellate di rifiuti.









