Cronaca Salerno, Salerno

Capaccio Paestum, accuse di sessismo in commissione consiliare: la denuncia di Corradino

sessismo Capaccio Paestum
Simona Corradino

Un episodio dai contorni sessisti avrebbe segnato una recente commissione consiliare del Comune di Capaccio Paestum. A sollevare il caso è la consigliera comunale Simona Corradino, che ha denunciato pubblicamente quanto accaduto durante una seduta aperta anche alla partecipazione dei cittadini. Secondo quanto riferito, un professionista incaricato dall’ente comunale, chiamato a illustrare le modalità di risanamento dei debiti di una società partecipata, avrebbe utilizzato esempi e riferimenti ritenuti offensivi e inappropriati.

Le dichiarazioni contestate

Nel corso del suo intervento, il professionista avrebbe sostenuto che il raggiungimento dell’obiettivo finale fosse più importante delle modalità e degli atti attraverso cui vengono spesi i fondi pubblici. Un’affermazione che, già di per sé discutibile sotto il profilo tecnico e giuridico, sarebbe stata accompagnata da un paragone giudicato sessista.

In particolare, il riferimento alla “funzione riproduttiva” della donna e alla menopausa è stato ritenuto fuori luogo e lesivo della dignità femminile, soprattutto in un contesto istituzionale.

La reazione in commissione

Di fronte a quelle parole, la consigliera Corradino è intervenuta chiedendo di riformulare l’esempio, suggerendo semmai un riferimento all’andropausa. Tuttavia, il clima si sarebbe ulteriormente deteriorato quando un altro consigliere comunale, nel silenzio generale, avrebbe aggiunto un commento definito dalla consigliera come apertamente misogino.

Un episodio che, secondo Corradino, evidenzia una mancanza di sensibilità diffusa e una sottovalutazione della gravità di certi linguaggi.

“Serve il coraggio di denunciare”

A seguito dell’accaduto, la consigliera ha maturato una riflessione più ampia sul contesto politico e sociale. In un intervento pubblico ha sottolineato come, in una società sempre più segnata da dinamiche di sopraffazione, sia necessario denunciare comportamenti e parole che offendono e discriminano.

Corradino parla apertamente di una “sub-cultura della prevaricazione”, sostenendo che la politica dovrebbe fondarsi sul confronto e sull’intelligenza, non sulla subordinazione. E conclude con una richiesta netta: se il professionista non intende assumersi la responsabilità di quanto detto, dovrebbe valutare le dimissioni dall’incarico pubblico.

Capaccio Paestum

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