Cronaca Salerno

Sapri, ufficio postale chiuso nel pomeriggio e Postamat in affanno: il sindaco Gentile scrive all’Agcom 

Sapri ufficio postale Postamat
Immagine di repertorio
Sapri ufficio postale Postamat

Continua a far discutere la situazione dell’ufficio postale di Sapri, attualmente operativo solo nelle ore mattutine e alle prese con frequenti disservizi del Postamat. Il sindaco Antonio Gentile ha inviato una richiesta formale all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), sollecitando una mediazione urgente per il ripristino dell’apertura pomeridiana, come avveniva prima dell’emergenza Covid-19.

Sapri, ufficio postale chiuso nel pomeriggio e disservizi del Postamat: il sindaco Gentile scrive all’Agcom

Nella stessa comunicazione, il primo cittadino ha chiesto un intervento risolutivo sui continui malfunzionamenti del Postamat, spesso fuori servizio o privo di contante, una criticità che sta generando crescente malcontento tra i cittadini.

A peggiorare il quadro, l’impossibilità per l’utenza di utilizzare il Bancomat nelle ore successive alla chiusura degli sportelli. Una scelta motivata da Poste Italiane con ragioni di sicurezza, in seguito al recente episodio che ha visto una banda di ladri assaltare il Bancomat dell’istituto Unicredit a Policastro Bussentino.

Le richieste

Il sindaco Gentile aveva già sollecitato l’Agcom negli anni 2021, 2022 e 2023, anche attraverso una delibera di giunta, senza però ottenere riscontri concreti. Prima della pandemia, l’ufficio postale di Sapri garantiva l’apertura per l’intera giornata dal lunedì al venerdì, con mezza giornata il sabato. L’attuale operatività limitata al solo mattino, invece, ha causato non pochi disagi.

La presa di posizione del PSI

Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Socialista Italiano – Coordinamento del Golfo di Policastro, sezione di Sapri. In una nota, il PSI ha definito la situazione “insostenibile che penalizza quotidianamente i cittadini di Sapri e dei Comuni limitrofi”.

“Le conseguenze sono particolarmente gravi per anziani, pensionati, lavoratori e soggetti fragili, che si trovano impossibilitati a svolgere operazioni basilari, con evidenti ricadute sulla qualità della vita e sulla coesione sociale del territorio” aggiungono dal PSI.

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