In Venezuela resta detenuto anche Anderson Daniel Farnetano, 27 anni, militare con origini a Camerota: condannato a 22 anni, i familiari chiedono l’intervento dell’Italia. Lo riporta Il Giornale del Cilento.
Venezuela, tra i detenuti anche Farnetano con origini di Camerota
Nel contesto delle notizie che arrivano dal Venezuela, segnate dal recente rilascio di alcuni cittadini italiani, tra cui l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico Biagio Pilieri, resta ancora irrisolta la posizione di 28 persone di origine italiana che continuano a essere private della libertà senza motivazioni ritenute chiare. Tra questi c’è anche Anderson Daniel Farnetano, 27 anni, militare dell’esercito venezuelano, figlio di un cittadino italiano originario di Camerota, nel Salernitano, e di madre venezuelana.
Il giovane è stato condannato a 22 anni di carcere con le accuse di ribellione civile e associazione per delinquere, al termine di un processo che familiari e legali definiscono privo delle garanzie fondamentali di difesa. Farnetano è detenuto da anni nel carcere militare di Ramo Verde, dove si trovano numerosi prigionieri considerati detenuti politici.
L’arresto e la condanna
La vicenda ha origine il 30 aprile 2019, giorno dell’operazione denominata “Operación Libertad”, il tentativo di sollevazione contro il governo di Nicolás Maduro. In quelle ore, Farnetano e altri giovani militari della 4ª Compagnia, di stanza al piano terra del Palazzo di Giustizia di Caracas, ricevettero l’ordine di lasciare la caserma per recarsi nei pressi del Palacio Federal Legislativo, sede dell’Assemblea Nazionale, per un servizio di ordine pubblico in attesa di ulteriori disposizioni.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo rimase sul posto per diverse ore senza che si verificassero scontri o episodi di violenza. All’alba, attenendosi alle direttive ricevute, i militari fecero rientro in caserma. Il giorno successivo, 1° maggio 2019, Farnetano si presentò spontaneamente insieme al padre al Comando di zona 43 di Tazón, con l’intenzione di chiarire la propria posizione. Dopo una lunga attesa e senza essere ascoltato da alcun ufficiale, venne però arrestato improvvisamente. Le accuse contestate in quella circostanza hanno poi portato alla sua detenzione nel carcere di Ramo Verde.
L’appello dei familiari
I familiari continuano a proclamare l’innocenza del 27enne, denunciando presunte irregolarità nel procedimento giudiziario e chiedendo un intervento delle autorità italiane e degli organismi internazionali. L’obiettivo è fare piena luce sulla vicenda e arrivare alla liberazione del giovane, anche alla luce dei recenti segnali di apertura rappresentati dal rilascio di altri detenuti di origine italiana.







