Nuova scoperta di rilievo sull’Acropoli di Velia, dove le attività di scavo in corso hanno riportato alla luce un bucranio autentico, ovvero la testa reale di un bue sacrificato e conservata in situ, parte integrante di un contesto cultuale di età arcaica. Il ritrovamento, avvenuto all’interno dell’area sacra, interessa un edificio di culto attribuito ad Atena e si configura come un elemento di particolare importanza nell’interpretazione dei rituali delle prime comunità che abitarono l’antica Elea.
Velia, emerso sull’Acropoli un bucranio rituale legato al culto di Atena
Il reperto, come spiegato dal Direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, era originariamente appeso alla parete esterna del tempio. Durante lo scavo è stato individuato anche il gancio in ferro che ne sosteneva la posizione, elemento determinante per la lettura archeologica del rinvenimento. Il bucranio non è dunque un semplice resto animale, ma un oggetto rituale esposto in modo permanente nella struttura sacra, a testimonianza di un’offerta votiva compiuta dai primi coloni greci giunti sulle coste cilentane.
La finalità dell’offerta era legata al culto di Atena, divinità protettrice della polis, della saggezza e delle strategie civiche e militari. Il contesto del rinvenimento consente di collocare questo gesto all’interno di una pratica religiosa strutturata e condivisa dalla comunità, volta a sancire l’istituzione stabile del culto e la sacralità dell’Acropoli come luogo identitario. La presenza del bucranio contribuisce a chiarire forme e modalità di gestione dello spazio sacro, facendo luce su cerimonie e ritualità comunitarie delle prime fasi di vita della città.
Le indagini stratigrafiche proseguono per definire con precisione la sequenza deposizionale e per contestualizzare cronologicamente l’offerta nel quadro generale delle attività cultuali documentate nell’area. Gli archeologi sono impegnati nell’analisi dei materiali connessi al rinvenimento, tra cui resti ceramici, frammenti architettonici e tracce di frequentazione rituale. L’obiettivo è ricostruire in maniera puntuale non solo l’atto votivo, ma anche le trasformazioni che interessarono il santuario nel corso del tempo.
La scoperta rappresenta un ulteriore tassello nell’approfondimento delle dinamiche culturali e religiose di Velia, città celebre per la presenza della scuola filosofica eleatica e per il ruolo svolto come centro politico e commerciale nel Mediterraneo antico. L’Acropoli continua così a restituire dati significativi utili alla comprensione dell’identità storica del sito e del rapporto tra comunità, territorio e religione.
