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Salerno, tentato omicidio dopo una lite in discoteca: domiciliari confermati per Damiani, chiesti 15 anni per il fratello

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Immagine di repertorio

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Fabio Damiani, indagato insieme al fratello Massimiliano per il tentato omicidio di Massimiliano Boccia, barista di un locale di Salerno, vittima di un agguato nel settembre 2022.

Con la decisione dei giudici di legittimità viene confermata l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva disposto per Fabio Damiani la misura degli arresti domiciliari. Per il fratello Massimiliano la Procura ha richiesto una condanna a 15 anni di reclusione. Il procedimento si celebrerà con rito abbreviato. lo riporta InfoCilento.

Salerno, tentato omicidio di un barista: domiciliari confermati per Fabio Damiani

I fatti risalgono al 18 settembre 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Massimiliano Boccia, mentre rientrava a casa a bordo della propria auto, sarebbe stato vittima di un vero e proprio agguato.

Due uomini con il volto coperto, scesi da un’auto a noleggio, avrebbero tentato di bloccarlo, dando vita a un inseguimento durante il quale sarebbero stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco contro la vettura della vittima.

Il movente: la lite in discoteca

Le indagini si sono concentrate fin da subito su un episodio avvenuto circa due settimane prima dell’agguato, all’interno della discoteca “Dolce Vita”, dove Boccia lavorava come barista.

Secondo l’accusa, nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2022 Massimiliano Damiani avrebbe preteso uno sconto sulle consumazioni. Al rifiuto del barista, l’uomo avrebbe assunto atteggiamenti intimidatori, arrivando a rivolgere minacce. Poi, due settimane dopo, i due fratelli avrebbero teso l’agguato lungo la litoranea tra Pontecagnano e Salerno.

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