Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto il ricorso presentato dalla società che gestisce il centro di accoglienza di Moio Alto ad Agropoli, disponendo l’annullamento dell’ordinanza comunale che ne aveva ordinato la chiusura immediata e la demolizione di alcune opere come riportato dal quotidiano Il Mattino.
La struttura, attiva da diversi mesi e destinata a ospitare circa cinquanta richiedenti protezione internazionale, potrà quindi continuare a funzionare, seppur con un’eccezione limitata.
Il centro di accoglienza di Moio Alto resta operativo
La controversia era nata lo scorso dicembre, quando l’arrivo improvviso di numerosi migranti nella frazione aveva suscitato proteste tra i residenti. L’Amministrazione comunale aveva emesso un provvedimento restrittivo, contestando presunte irregolarità edilizie e la mancanza di autorizzazioni per l’utilizzo collettivo dell’immobile come centro di accoglienza. In risposta, la società gestore aveva impugnato l’ordinanza davanti al Tar, sostenendo la legittimità dell’attività e denunciando un’eccessiva ingerenza del Comune su competenze che spettano invece alla Prefettura.
I giudici amministrativi hanno confermato questa linea: la localizzazione e l’idoneità dei centri di accoglienza straordinaria rientrano nelle prerogative dello Stato e della Prefettura, non dei singoli Comuni. Anche le opere di manutenzione realizzate recentemente sono state considerate regolari, dal momento che l’ente locale non aveva contestato i lavori nei termini previsti dalla legge. Di conseguenza, l’ordine di demolizione è stato annullato per la quasi totalità della struttura.
L’unica eccezione riguarda un piccolo manufatto esterno di circa 20 metri quadrati, privo di qualsiasi autorizzazione o istanza di condono, per il quale resta valido l’obbligo di rimozione. L’area in questione, tuttavia, non è mai stata utilizzata per l’accoglienza dei migranti.








