Gli studenti del Nautico Giovanni XXIII di Salerno protagonisti in India alla Anjali International Friendship Week tra Agenda 2030, sostenibilità e confronto con giovani di 30 Paesi. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Dal Nautico di Salerno in India: studenti a confronto con coetanei di 30 Paesi
Il rientro dall’India porta con sé una consapevolezza chiara per il Giovanni XXIII di Salerno: quando una scuola varca i confini geografici, non esporta soltanto studenti, ma costruisce e riporta a casa una visione più ampia del mondo. L’istituto nautico ha concluso ieri, domenica 25 gennaio, a Nuova Delhi la partecipazione alla Anjali International Friendship Week, appuntamento annuale che riunisce delegazioni scolastiche provenienti da oltre trenta Paesi.
Una settimana intensa, scandita da incontri, dialoghi e confronti quotidiani, che ha trasformato l’esperienza internazionale in educazione concreta. Non un semplice viaggio di istruzione, ma un percorso formativo fatto di relazioni, domande e scambi che hanno dato corpo ai temi della cittadinanza globale.
Al centro dell’iniziativa c’è il significato profondo di “Anjali”, nome della docente e dirigente che ha dato vita alla conferenza Eurosia con l’obiettivo di favorire il dialogo tra Europa e Asia. Un’idea semplice e potente: fare della scuola il primo vero ponte tra culture. Un’eredità che oggi continua grazie agli istituti che, come il Giovanni XXIII, scelgono di rendere l’internazionalizzazione un’esperienza reale, lontana dalla retorica. A Nuova Delhi gli studenti salernitani si sono immersi in un contesto che somiglia a un piccolo mondo concentrato: lingue diverse, tradizioni lontane, uniformi scolastiche e accenti che raccontano storie differenti, ma unite da una stessa esigenza di comprensione e cambiamento.
Il confronto globale tra Agenda 2030 e nuove generazioni
All’interno della settimana si è svolto anche lo Youth Global Summit, una vera e propria assemblea internazionale giovanile. Qui gli studenti hanno lavorato su quattro obiettivi dell’Agenda 2030: salute, sostenibilità, parità di genere e autodeterminazione dei popoli, proponendo riflessioni e possibili soluzioni condivise.
«Non è stato solo un viaggio, ma un salto di consapevolezza – spiega Daniela Novi, presidente e accompagnatrice della delegazione –. I ragazzi comprendono che la scuola non è un edificio, ma uno spazio di dialogo e responsabilità. In contesti come questo imparano a confrontarsi, ad ascoltare e a rispettare. E soprattutto a sentirsi parte di qualcosa di più grande».
Accanto ai momenti di dibattito, l’India ha offerto una lezione che va oltre le parole. Un Paese che non si lascia racchiudere in un’immagine da cartolina: colori, vitalità, contrasti profondi, dove tradizione e modernità convivono fianco a fianco, spesso nella stessa strada. Una complessità che ha colpito gli studenti e li ha messi di fronte a una realtà senza filtri.
«L’India ti obbliga a guardare la complessità negli occhi – sottolinea Novi – e i nostri ragazzi l’hanno affrontata con una maturità sorprendente. Li ho visti crescere giorno dopo giorno, non solo negli appuntamenti ufficiali, ma nelle domande, nei gesti, nel modo di relazionarsi con coetanei provenienti da Paesi lontanissimi». Il ritorno a Salerno porta con sé qualcosa di tangibile. «La cosa più bella – conclude – è vederli rientrare con uno sguardo diverso: hanno capito che la cittadinanza non è una materia di studio, ma un comportamento quotidiano».








