La Corte d’Appello ha emesso la sentenza di secondo grado nel processo sulle due gang della Valle dell’Irno, sgominate nel febbraio 2023 con dieci ordinanze di custodia cautelare. Per G.L., 44 anni, sono stati confermati nove anni di reclusione, mentre D.A., 44 anni, è stato condannato a quattro anni. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Bianca De Concilio e Ivan Nigro come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Spaccio nella Valle dell’Irno: cade l’accusa di associazione
L’accusa originaria, che li indicava promotori di un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti anche con l’uso di armi, è stata esclusa: i giudici hanno confermato quanto già stabilito in primo grado, ritenendo inammissibile la tesi della Procura sul vincolo associativo. L’ordinanza del blitz del 2023 aveva delineato due gruppi operativi distinti tra Mercato San Severino, Baronissi e Pellezzano, ciascuno con ruoli specifici nella gestione dello spaccio, ma l’elemento dell’organizzazione stabile e coordinata non ha trovato riscontro sufficiente in appello.
Gli altri imputati, che avevano scelto il rito abbreviato, sono invece stati condannati per l’accusa di associazione. Nel gruppo riconducibile a G.L., D.A. era responsabile della gestione delle “piazze” e della preparazione delle dosi, mentre C.C. forniva lo stupefacente, A.A e altri erano addetti alla vendita al dettaglio, e I.G., D.G. e G.P. custodivano droga e armi e gestivano i proventi.
Il secondo gruppo, a base familiare, includeva E.B. e A.B. padre e figlio, insieme a G.R., tutti residenti a Mercato San Severino. Le indagini della Procura hanno ricostruito in dettaglio le dinamiche interne delle due bande, i flussi di stupefacenti e i rapporti tra i membri, consentendo di individuare ruoli e responsabilità.








