La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un sequestro preventivo da oltre 14 milioni di euro nei confronti di una società di trasporti per l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti.
Salerno, finti crediti d’imposta: sequestro da oltre 14 milioni a società di trasporti
Un sequestro preventivo per oltre 14 milioni di euro è stato eseguito nei confronti di una società di Salerno attiva nel trasporto di merci su strada. Il provvedimento è stato attuato il 14 gennaio dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, in esecuzione di un decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica.
L’ordinanza dispone il sequestro di somme di denaro e, in alternativa, per equivalente, di crediti presenti nel cassetto fiscale e di beni riconducibili alla società, per un importo complessivo pari a 14.168.471,21 euro. La cifra corrisponde al valore dei crediti d’imposta ritenuti inesistenti e utilizzati dall’impresa per compensare tributi dovuti negli anni 2022 e 2023.
Il sequestro trae origine da approfondite attività di polizia tributaria condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, nell’ambito di una verifica fiscale eseguita nei confronti della società. Gli accertamenti hanno portato a ipotizzare il reato di indebita compensazione di debiti tributari, previsto dall’articolo 10-quater del decreto legislativo n. 74 del 2000, attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta edilizi risultati inesistenti.
Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno analizzato numerose operazioni di acquisizione, in seconda cessione, di crediti derivanti da bonus fiscali, effettuate a partire dal dicembre 2022 e proseguite nel 2023 e nel 2024. I crediti provenivano da circa 90 soggetti cedenti e avevano generato ricavi per diversi milioni di euro, registrati nei bilanci 2022 e 2023 come “proventi vari”, grazie all’acquisto degli stessi a un valore pari al 60 per cento del loro importo nominale.
Successivamente, tali crediti sarebbero stati utilizzati dalla società per compensare le imposte dovute all’Erario, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, che disciplina la compensazione tra debiti fiscali e crediti maturati nei confronti dello Stato e degli enti previdenziali.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’impresa destinataria del sequestro sarebbe stata consapevole della natura fittizia dei crediti d’imposta. Tale consapevolezza emergerebbe dalle numerose anomalie riscontrate nei confronti dei soggetti cedenti, tra cui società di recente costituzione, evasori totali privi di dichiarazioni fiscali, amministratori senza competenze nel settore edilizio, frequenti cambi di rappresentanza in prossimità delle cessioni, strutture societarie minime e documentazione tecnica e contabile inadeguata. In alcuni casi sarebbero stati rinvenuti anche documenti di identità contraffatti e asseverazioni di congruità delle spese identiche per contenuto e importi, pur riferite a imprese diverse.
L’utilizzo dei crediti d’imposta inesistenti avrebbe consentito alla società di beneficiare di un rilevante vantaggio economico, evitando il pagamento delle imposte dovute e incidendo positivamente anche sul risultato d’esercizio, con la registrazione di un utile d’impresa. Le indagini hanno inoltre fatto emergere ipotesi di responsabilità non solo a carico del legale rappresentante della società, ma anche dell’amministratore di fatto, del responsabile amministrativo e di due consulenti coinvolti nelle operazioni di compravendita dei crediti edilizi. Il provvedimento cautelare potrà essere impugnato e le contestazioni formulate saranno sottoposte alla valutazione dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.
