Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, a Palazzo Guerra si apre una giornata destinata a segnare una svolta istituzionale. Alle ore 9 è stata convocata la giunta comunale con una comunicazione perentoria e fuori dall’ordinario: richiesta di massima puntualità e orario mattutino, elemento atipico per riunioni che solitamente vengono fissate a ridosso dell’ora di pranzo. Un dettaglio che, letto insieme ad altri segnali, rafforza l’ipotesi di un annuncio decisivo da parte del sindaco Enzo Napoli, pronto ad anticipare le proprie dimissioni.
Scosse a Palazzo Guerra, il sindaco Napoli pronto all’addio
La tempistica appare tutt’altro che casuale. A distanza di poche ore, infatti, è previsto il Consiglio provinciale chiamato a ratificare ufficialmente l’insediamento dei nuovi consiglieri, ultimo passaggio formale di una fase politica che prepara il terreno al ritorno sulla scena di Vincenzo De Luca. Un contesto che potrebbe spingere il primo cittadino a sciogliere ogni riserva già in mattinata, comunicando direttamente agli assessori la scelta di concludere anzitempo l’esperienza amministrativa.
Ad alimentare il clima di attesa contribuiscono anche i movimenti registrati nelle ultime ore all’interno del municipio. Nella giornata di ieri, a Palazzo Guerra, sono stati avvistati alcuni dei collaboratori storici più vicini al sindaco, una presenza interpretata come il segnale di un passaggio delicato, di quelli che precedono i cambi di fase e i saluti formali. Indizi che, messi insieme, delineano uno scenario ormai maturo.
Secondo le ricostruzioni, Napoli potrebbe limitarsi a un annuncio verbale alla giunta, per poi partecipare agli impegni istituzionali in Provincia e successivamente depositare ufficialmente le dimissioni. Una scelta che consentirebbe di chiudere il cerchio prima del fine settimana, lasciando che il tempo svolga una funzione di attenuazione politica e mediatica.
Sul tavolo, anche una valutazione di merito: il mandato, pur non essendo formalmente scaduto, era già avviato verso la conclusione naturale e non prevedeva ulteriori possibilità di ricandidatura. In questo quadro, la decisione viene ricondotta a “mutate condizioni politiche”, formula destinata a comparire negli atti ufficiali, accompagnata da considerazioni personali e dalla volontà di intraprendere nuovi percorsi.
Una volta presentate, le dimissioni seguiranno l’iter previsto dal Testo unico degli enti locali, con una finestra di venti giorni prima di diventare irrevocabili. Successivamente, la Prefettura di Salerno procederà alla nomina di un commissario prefettizio, chiamato a gestire l’ordinaria amministrazione fino al ritorno alle urne, ipotizzato tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate.








