A Scafati i genitori sono comparsi per una protesta davanti alla scuola di Mariconda, ancora chiusa per lavori: striscioni contro i ritardi e disagi quotidiani per le famiglie. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Scuola di Mariconda, la protesta dei genitori: striscioni contro i ritardi dei lavori
La pazienza delle famiglie è ormai al limite. Davanti alla scuola di Mariconda sono comparsi due striscioni di protesta affissi dai genitori, esasperati da lavori che sembrano non avere fine. Messaggi ironici e carichi di speranza campeggiano all’esterno dell’edificio: «Non esitare, iscrivi i tuoi bimbi alla nostra scuola», recita uno. L’altro guarda al futuro: «Chiusi oggi ma non per sempre. A settembre la gioia si riaccende. Vogliamo rinascere».
Non è la prima volta che i genitori scendono in campo per denunciare i disagi legati alla chiusura del plesso. Da tempo, infatti, i bambini sono costretti a frequentare le lezioni nel plesso Capoluogo, individuato inizialmente come soluzione provvisoria ma divenuto, col passare dei mesi, una sistemazione di fatto stabile.
A sostenere la mobilitazione anche i consiglieri comunali Gennaro Avagnano e Assunta Barone, esponenti di Scafati Rinasce, gruppo dissidente della maggioranza. «La protesta civile dei genitori è più che comprensibile – affermano – sono anni che le famiglie sono state private della loro scuola. Interventi che dovevano concludersi in pochi mesi si trascinano da troppo tempo».
Secondo i due consiglieri, l’edificio scolastico di Mariconda sarebbe ormai ultimato e resterebbe soltanto da ottenere l’agibilità. Una fase burocratica che, sottolineano, continua a ricadere sui più piccoli. «Una lentezza che pagano i bambini», evidenziano, rimarcando il contrasto con altri plessi già riaperti pur in condizioni analoghe. Nel frattempo, le famiglie continuano a fare i conti ogni giorno con spostamenti più lunghi e difficoltà organizzative, in attesa che la scuola di Mariconda possa finalmente tornare ad accogliere i suoi alunni.








