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“80 voglia di conoscerti”: a Sant’Arsenio i bambini diventano briganti

“80 voglia di conoscerti”: a Sant’Arsenio i bambini diventano briganti
“80 voglia di conoscerti”: a Sant’Arsenio i bambini diventano briganti

Il Festival “Noi siamo la Montagna”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, continua a crescere con nuovi format e iniziative. L’evento, promosso con il patrocinio morale dell’associazione Anspi “Passo dopo Passo” di don Aniello Panzariello, dei Comuni visitabili del Cilento e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è attualmente al vaglio dei Ministeri di Turismo, Cultura e Disabilità per ulteriori riconoscimenti ufficiali.

Il festival si ispira ai valori dell’Agenda ONU 2030, in particolare agli obiettivi 4 (lotta alla povertà educativa) e 5 (parità di genere), grazie all’impegno dell’attivista Laura Cuozzo, ideatrice di numerosi format che coniugano turismo, cultura e identità locale.


Il progetto “80 voglia di conoscerti”

Tra le esperienze più originali spicca “80 voglia di conoscerti”, un percorso di turismo prossimale infantile che porta bambini dai 6 ai 12 anni, insieme ai genitori, alla scoperta di borghi e frazioni del Parco del Cilento. Ogni anno vengono selezionati sei Comuni attraverso un gioco-pesca, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia, all’arte, alla religiosità, alla biodiversità e alle tradizioni locali.

In soli due anni, il progetto ha già coinvolto 25 località, trasformando ogni tappa in un laboratorio esperienziale fatto di visite, incontri e attività creative.


La novità: “80 Dialetti” e la “Ruota dei Dialetti”

L’ultima creatura ideata da Laura Cuozzo è “80 Dialetti”, collegata al gioco didattico “La Ruota dei Dialetti”.
L’iniziativa punta al recupero delle parlate cilentane attraverso laboratori smart, interviste agli anziani, video e storytelling. Il progetto nasce dall’esperienza del gruppo “Salviamo il dialetto cilentano”, fondato dalla stessa Cuozzo con l’incoraggiamento del suo insegnante Giuseppe Palladino, musicista e scrittore.

L’obiettivo è duplice: preservare i vernacoli locali e, allo stesso tempo, offrire ai più piccoli la possibilità di conoscere la ricchezza immateriale del territorio, contrastando il rischio di spopolamento.


I laboratori preparatori

Ogni viaggio viene preceduto da incontri di formazione con bambini e mamme, coordinati da Stefania Colonna (pedagogista), Mirko Ferra (regista), Barbara Amorelli (Premio Identità Cilento) e altri professionisti. I laboratori spaziano dal teatro alla danza, dalla scrittura creativa alla cucina, fino allo studio dei dialetti.

Un esempio recente è il laboratorio del 12 agosto a Novi Velia, preparatorio al viaggio a Sant’Arsenio, Polla e Atena Lucana. I bambini hanno partecipato a una merenda tradizionale con “frisiddi co’ pummarole” e “panedde prene”, giochi in costume con il tema “mi vesto da brigante”, e la creazione di una filastrocca clandestina sui briganti, tradotta in dialetto con l’aiuto della regista Anna Fatigati.

“80 voglia di conoscerti”: a Sant’Arsenio i bambini diventano briganti


Briganti e poesia popolare

La filastrocca, ideata in forma di botta e risposta, ha dato voce a cinque piccoli “briganti” che, invece di rubare, custodiscono la memoria storica con parole segrete e suoni onomatopeici.

Accanto ad essa, la scrittrice Rosa Pinto ha composto una poesia in dialetto dal titolo “Suspiri re Briante”, parte del suo progetto “Le brigantesse”, un blog che racconta storie di donne briganti del Cilento.


Volontariato e futuro del Festival

In cinque anni, sono stati realizzati 43 laboratori gratuiti, finanziati per il 95% da Laura Cuozzo, funzionaria statale che ha messo a disposizione tempo e competenze. La sua missione, priva di fini di lucro, è costruire una rete di persone unite da amicizia, lealtà e resilienza, con un modello di leadership orizzontale.

Cuozzo spera ora in un sostegno concreto da parte dei Ministeri per consolidare i progetti e offrire nuove opportunità ai giovani, veri ambasciatori della bellezza del Parco del Cilento.

Secondo lei, il Sud dovrebbe valorizzare il volontariato culturale come già avviene in altri Paesi, premiando chi dedica anima e corpo a progetti di rinascita, senza rivalità sterili ma con un sano spirito di emulazione.

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