Nel Salernitano sanità pubblica ed edilizia si trovano a fronteggiare criticità diverse nella forma, ma sempre più simili nella sostanza. Due comparti strategici per la tenuta sociale ed economica del territorio mostrano segnali di sofferenza strutturale, legati alla progressiva riduzione di personale qualificato, alla difficoltà di programmazione e a un modello emergenziale che tende a stabilizzarsi nel tempo.
Sul fronte sanitario, la situazione appare particolarmente complessa. Gli ospedali della provincia operano in condizioni di costante pressione, con pronto soccorso congestionati e reparti che faticano a garantire la piena operatività. La carenza di infermieri e la diminuzione dei medici di medicina generale incidono in modo diretto sulla qualità dell’assistenza, mentre il ricorso a professionisti esterni, impiegati con contratti a gettone, rappresenta una soluzione sempre più frequente. Una modalità organizzativa nata per fronteggiare situazioni straordinarie che, di fatto, è diventata parte integrante del sistema.
Sanità ed edilizia nel Salernitano, l’emergenza che diventa regola
A questa criticità si affianca il progressivo allontanamento di medici e operatori sanitari dal servizio pubblico. Molti scelgono il settore privato o opportunità professionali all’estero, dove trovano condizioni di lavoro, retribuzioni e percorsi di carriera più attrattivi. Il risultato è una perdita di competenze che riduce la capacità del sistema sanitario locale di rispondere in modo strutturato ai bisogni della popolazione.
Uno scenario analogo emerge nel settore dell’edilizia. Nonostante l’aumento dei cantieri e la disponibilità di risorse pubbliche, le imprese segnalano difficoltà crescenti nel reperire manodopera qualificata e aziende in grado di garantire standard adeguati di sicurezza, qualità e continuità produttiva. Anche in questo comparto, lavoratori specializzati tendono a lasciare il territorio o a cambiare settore, determinando un impoverimento del tessuto professionale locale.
Secondo quanto evidenziato dal Segretario Generale della FENEALUIL Salerno, Patrizia Spinelli, sanità ed edilizia condividono una medesima radice della crisi, riconducibile alla svalutazione del lavoro pubblico e regolato. Una dinamica che, nel tempo, ha minato la fiducia dei lavoratori nei sistemi locali e ha favorito l’esodo di professionalità formate anche grazie a investimenti pubblici. La conseguenza è una perdita secca di valore economico, produttività e capacità di sviluppo, con ricadute dirette sulle comunità.
Il contesto appare ancora più critico se rapportato all’arrivo di finanziamenti straordinari sul territorio. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevedono, nel Salernitano, la realizzazione delle Case della Comunità, interventi di ristrutturazione e ampliamento degli ospedali esistenti e la costruzione del nuovo ospedale Ruggi d’Aragona. Opere destinate a ridisegnare l’assetto della sanità locale, ma che rischiano di rimanere sottoutilizzate in assenza del personale necessario a renderle operative.
Il paradosso che emerge è quello di un territorio in cui si investe in infrastrutture e cantieri, mentre si fatica a garantire le risorse umane indispensabili al funzionamento dei servizi. Una situazione che, come sottolineato dalla FENEALUIL Salerno, rischia di consolidare un modello basato sull’emergenza permanente, con effetti duraturi sulla qualità dei servizi, sulla sicurezza del lavoro e sulla coesione sociale.








