Nel pomeriggio di ieri venerdì 23 gennaio è stato firmato a San Mauro Cilento il “Patto per abitare il futuro”, un accordo tra istituzioni, cooperative e agricoltori per rigenerare colline e montagne della Campania e contrastare spopolamento e abbandono.
San Mauro Cilento, firmato il Patto per abitare il futuro nelle aree interne
È stato sottoscritto ieri pomeriggio venerdì 23 gennaio nella sede della Cooperativa Agricola Nuovo Cilento il “Patto per abitare il futuro”, un accordo strategico che unisce istituzioni, cooperative, agricoltori, ricercatori e società civile per sostenere le aree rurali di collina e montagna e contrastare spopolamento e fragilità strutturali. L’evento ha coinciso con il 50° anniversario della Cooperativa, scelta come simbolo di un’esperienza di rigenerazione ambientale, sociale ed economica consolidata nel territorio.
Tra i firmatari anche Maria Carmela Serluca, assessore regionale all’Agricoltura, alla prima uscita ufficiale in provincia di Salerno. “I 50 anni della Cooperativa ci invitano a riflettere sulle aree interne e sul futuro delle colline e montagne, fondamentali per la Campania e il Paese”, ha dichiarato Serluca, evidenziando le criticità dei parametri nazionali di classificazione dei territori montani, che rischiano di penalizzare oltre 120 comuni campani. “Attendiamo una nuova versione del DPCM, che valuteremo nel merito: al momento il testo migliorato non risponde ancora alle reali necessità dei nostri territori”, ha aggiunto l’assessore.
Al confronto ha preso parte anche il presidente di Uncem Campania, già intervenuto per segnalare i rischi derivanti dal provvedimento nazionale sulle aree montane. Il Patto si sviluppa su sei assi operativi elaborati da trenta esperti:
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Rigenerazione di suolo, acqua e biodiversità;
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Conoscenza e ricerca-azione;
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Cooperazione ed economia sociale;
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Filiere e mercati locali;
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Servizi e diritti di cittadinanza;
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Governance e programmazione futura.
Tra gli obiettivi concreti figurano la creazione di reti di aziende agricole rigenerative, protocolli condivisi di monitoraggio ambientale, rafforzamento degli hub cooperativi territoriali e sviluppo di micro-filiere locali. “Se non affrontiamo efficacemente abbandono e spopolamento, i dati drammatici attuali rischiano di consolidarsi”, ha sottolineato Giuseppe Cilento, fondatore della Cooperativa. “Occorre una cultura sistemica per rigenerare colline e montagne: suolo, biodiversità, acqua, comunità, scuola e credito sono le leve per fermare il declino e gli abusi del territorio”.
La giornata si è conclusa con gli interventi di Antonello Di Gregorio (presidente Cooperativa), Alex Giordano (Rural Hack), Jostein Hertwig (GAOD), TeChun Chen (IN.N.E.R.), Paramie Vidarshana Undupitiya Gamage (Rural Hack) e Stefano Consiglio (Fondazione CON IL SUD), che hanno sottolineato l’importanza del percorso avviato e del modello territoriale costruito negli anni.

