Non si arrestano le difficoltà per la SAM, società partecipata del Pagani. Dopo le polemiche legate alla recente nomina di un social media manager, sui vertici dell’azienda si allunga ora l’ombra di una vicenda ben più delicata: il mancato pagamento dei TFR agli ex dipendenti, che potrebbe portare al blocco dei conti societari.
Il corto circuito della comunicazione
La scelta di affidare la gestione dei canali social a una figura esterna era stata presentata come un passo verso maggiore trasparenza e dialogo con i cittadini. Nei fatti, però, l’operazione rischia di trasformarsi in un boomerang: i profili ufficiali risultano poco aggiornati, con contenuti fermi da tempo e un coinvolgimento minimo. Una situazione che, agli occhi dell’opinione pubblica, stride con le criticità operative e finanziarie che continuano a emergere.
La diffida dei sindacati
Sulla vicenda sono intervenute con fermezza le sigle FP CGIL, FIT CISL e FIAL Ambiente e Servizi, che hanno notificato alla SAM Pagani una formale diffida ad adempiere, parlando di una situazione di “estrema gravità”.
Secondo quanto denunciato, i rapporti di lavoro si sarebbero conclusi già a luglio 2025, con la promessa aziendale di liquidare il Trattamento di Fine Rapporto entro Natale. A distanza di mesi, però, i lavoratori sarebbero ancora in attesa sia delle somme dovute sia delle relative certificazioni, una condotta che i sindacati definiscono in violazione delle norme di legge e dei contratti.
Accuse di pressioni sugli ex dipendenti
Le organizzazioni sindacali contestano inoltre le recenti richieste di risarcimento per presunti danni ai mezzi aziendali inviate dalla SAM ad alcuni ex lavoratori. Tali iniziative vengono giudicate strumentali e prive di fondamento, interpretate come un tentativo di esercitare pressione psicologica, anche su personale che non avrebbe mai svolto mansioni di guida.
Il rischio blocco dei conti e l’appello al Comune
In assenza di risposte concrete, i sindacati annunciano il rafforzamento delle azioni legali, inclusi decreti ingiuntivi che potrebbero portare al congelamento dei conti della società partecipata. Contestualmente è stata richiesta la convocazione urgente del sindaco di Pagani, per aprire un tavolo di confronto immediato. Al centro della richiesta, la tutela della dignità dei lavoratori, definita “non negoziabile”.






