La fase che si apre a Salerno in vista delle elezioni amministrative di primavera pone al centro del dibattito politico la tenuta e la reale praticabilità del cosiddetto Campo largo. Le dimissioni anticipate del sindaco Vincenzo Napoli e il ritorno sulla scena cittadina di Vincenzo De Luca hanno accelerato dinamiche già complesse, rendendo evidente come l’area progressista sia attraversata da posizioni differenziate e, in alcuni casi, apertamente divergenti.
Salerno, il nodo Campo largo alla prova del voto
L’ipotesi di una candidatura di De Luca, data per probabile al netto delle dichiarazioni ufficiali, rappresenta il principale fattore di tensione all’interno dello schieramento. Se da un lato una parte del centrosinistra guarda con interesse alla possibilità di puntare su una figura politicamente esperta e radicata, dall’altro emergono resistenze che mettono in discussione la costruzione di una coalizione ampia e condivisa.
Il Movimento 5 Stelle ha assunto una posizione netta. La coordinatrice provinciale Virginia Villani ha definito quanto sta accadendo «una brutta pagina politica per la città di Salerno», prendendo le distanze dalle manovre che hanno portato alla chiusura anticipata dell’amministrazione Napoli. Una presa di posizione che, allo stato, rende complessa qualsiasi ipotesi di convergenza elettorale. I pentastellati, attualmente all’opposizione a Palazzo di Città, hanno ribadito la volontà di collocarsi in modo autonomo rispetto a logiche considerate estranee al proprio progetto politico.
Interrogativi restano aperti anche sul ruolo del Partito Democratico. Il Pd, guidato a livello regionale da Piero De Luca, si trova di fronte alla necessità di valutare se e come partecipare a un’eventuale coalizione, tenendo conto di una tradizione recente che ha visto Vincenzo De Luca privilegiare liste civiche piuttosto che il simbolo di partito nelle competizioni comunali. In questo contesto, torna a circolare l’ipotesi del progetto “A Testa Alta”, già sperimentato alle ultime elezioni regionali, come possibile contenitore politico.
Ancora da definire sono le posizioni di Azione, che auspica la costruzione di una proposta alternativa e unitaria, e di Alleanza Verdi e Sinistra, chiamata a chiarire la propria collocazione in un quadro frammentato. Attenzione anche a Casa Riformista, l’area politica che fa capo al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e che a Salerno vede tra i principali riferimenti Gianfranco Valiante. La scelta di questo segmento potrebbe risultare determinante per gli equilibri complessivi del Campo largo.
