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Salerno, assistenza educativa per autismo: sistema frammentato e interventi discontinui

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Foto generica
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A Salerno l’assistenza educativa per le persone con autismo risulta frammentata e discontinua tra contratti precari, fondi insufficienti e mancanza di coordinamento tra scuole, Comune e ASL. Lo riporta Liratv.

Salerno, assistenza educativa per l’autismo: sistema frammentato

L’assistenza educativa rivolta alle persone con autismo a Salerno mostra un quadro disorganizzato e frammentato, più orientato al profitto che al benessere dei minori. La disparità economica è significativa: le cooperative percepiscono circa 22 euro l’ora, mentre gli educatori precari, assunti a tempo determinato, ricevono solo 9 euro, spesso senza stabilità e con il rischio di disoccupazione al termine dell’anno scolastico.

Il problema, tuttavia, non è solo economico. La mancanza di servizi strutturati e personalizzati, l’inosservanza dei GLO, PEI e PTOF, e la gestione frammentata da parte di ASL, Comune e scuole, rende il sistema poco efficace. Ogni istituzione sembra operare in modo isolato, senza coordinamento, generando interventi scollegati, fondi insufficienti e bandi poco adatti alle reali esigenze dell’autismo.

L’apertura online delle richieste di assistenza, senza dati certi sul numero di minori interessati, trasferisce alle famiglie la responsabilità di inserire informazioni cruciali. Così, le carte dei servizi rischiano di trasformarsi in cataloghi di cooperative, dove anche il miglior operatore fatica a garantire continuità educativa senza indicazioni chiare.

In questo contesto, l’autismo diventa spesso un’occasione economica più che una priorità educativa e sociale. Le famiglie si trovano così sole e esauste, in attesa di interventi concreti e continuativi. Pur con qualche passo avanti, ciò che serve è un sistema stabile, competente e orientato al futuro, non solo contratti e slogan.

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