Agrivoltaico e biometano, Salerno tra i protagonisti della svolta green: 24 impianti attivi e 4 progetti di biometano. Legambiente: “Un modello per il futuro dell’Italia”. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Agrivoltaico e biometano: la svolta green delle imprese agricole di Salerno
L’agricoltura salernitana sceglie la sostenibilità. Sempre più aziende investono in agrivoltaico e biometano per ridurre i costi, produrre energia e abbattere le emissioni. Secondo il dossier di Legambiente Campania, presentato durante il primo Forum sull’Agro-energia a Eboli, la provincia di Salerno conta 24 impianti di biodigestione (pari al 38% del totale regionale) per una potenza complessiva di 9.064 kW, seconda solo a Napoli.
I numeri del settore
Il territorio salernitano ospita oltre 29mila aziende agricole, tra cui più di 2mila allevamenti bovini e oltre 340 bufalini per un totale di 157mila capi. Solo gli allevamenti bufalini (circa 120mila capi) producono ingenti quantità di reflui, mentre la cosiddetta IV gamma genera ogni giorno 90 tonnellate di scarti ortofrutticoli.
Una sfida che diventa opportunità grazie ai biodigestori e all’agrivoltaico, con la possibilità di trasformare i reflui zootecnici e gli scarti di lavorazione in energia rinnovabile. Attualmente, su 28 progetti attivi di biometano in Campania, quattro sono nel Salernitano: tra questi, quello di Altavilla Silentina, a servizio di quattro aziende e già premiato per l’ottima qualità dell’ammendante prodotto.
Le voci di Legambiente e delle associazioni
«Bisogna continuare a investire su questi impianti – spiega Michele Buonomo, del direttivo nazionale di Legambiente – per ridurre emissioni, gestire i reflui e risparmiare energia. La Campania è tra le regioni più veloci nelle autorizzazioni e può diventare un modello nazionale». Sulla stessa linea Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania: «Agrivoltaico e biometano rappresentano leve strategiche per coniugare energia rinnovabile, rigenerazione dei territori e presidio agroecologico. Non vanno ostacolati da fake news e pregiudizi».
Anche le associazioni di categoria sono in prima linea. Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno, ricorda l’impianto di Albanella realizzato con la società Rienergy Esco: «Queste strutture sono la soluzione ai problemi storici di allevatori e agricoltori. Bisogna aumentarne il numero, soprattutto per gestire le 90 tonnellate di scarti giornalieri prodotte dalle aziende della IV gamma e i reflui del comparto bufalino».