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Sala Consilina sogna la Capitale della Cultura 2028: unica del Salernitano in corsa tra le 23 candidate

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Sala Consilina
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A Sala Consilina sono ore di attesa cariche di aspettative in vista della decisione della commissione ministeriale chiamata a selezionare le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028.

La cittadina del Vallo di Diano, una delle più antiche dell’area e unica rappresentante della provincia di Salerno ammessa alla competizione, ha già superato un primo passaggio significativo, rientrando tra i 23 progetti che hanno oltrepassato la selezione preliminare come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Sala Consilina sogna la Capitale della Cultura 2028

Il percorso verso il verdetto finale è scandito da tappe precise. Il 20 gennaio verranno ufficializzati i nomi delle dieci città o aggregazioni di Comuni che accederanno alla fase conclusiva. Da quel momento, a partire dal 12 marzo, i finalisti saranno chiamati a sostenere audizioni pubbliche davanti alla commissione di esperti nominata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. La proclamazione del vincitore è fissata per il 27 marzo. In palio, oltre al prestigio del titolo, c’è anche un contributo statale di un milione di euro destinato alla realizzazione del progetto culturale presentato.

Sala Consilina concorre insieme a una platea ampia e variegata di realtà italiane, che comprende città di medie e grandi dimensioni e territori organizzati in forma associata. Tra le candidate figurano, tra le altre, Ancona, Catania, Benevento, Bacoli, Forlì, Fiesole, Gioia Tauro, Gravina in Puglia, Tarquinia, Vieste e l’Unione dei Comuni della Città Caudina. In questo contesto, la proposta del centro valdianese si presenta con un dossier che porta un titolo programmatico: “Un ponte tra storia e futuro”.

Secondo l’amministrazione comunale, il progetto va oltre la dimensione simbolica e si configura come una vera e propria strategia di sviluppo fondata sulla cultura come infrastruttura primaria. Il sindaco Mimmo Cartolano ha sottolineato come il percorso di candidatura abbia già prodotto un risultato rilevante, indipendentemente dall’esito finale, coinvolgendo l’intera comunità locale, dalle associazioni ai cittadini di tutte le fasce d’età. Le linee guida delineate nel dossier, ha evidenziato, rappresentano una base concreta per future politiche di valorizzazione territoriale.

Un concetto condiviso dall’assessore alla Cultura Jose Biscotti, che ha coordinato la redazione del progetto. Il dossier mette al centro l’identità stratificata dell’antica Consilinum, crocevia di civiltà sin dall’età preromana, con testimonianze che spaziano dagli Enotri ai Lucani, fino all’epoca romana e medievale. Un patrimonio che comprende architetture religiose, tradizioni popolari ancora vive e un paesaggio che colloca Sala Consilina in una posizione storicamente strategica tra Campania, Basilicata e Calabria.

Elemento cardine della candidatura è il Museo archeologico, custode di reperti databili tra il IX e il IV secolo avanti Cristo, molti dei quali provenienti dall’intero Vallo di Diano. Accanto all’offerta culturale, il progetto valorizza anche il turismo naturalistico e religioso, grazie a una rete di sentieri che collegano santuari e luoghi simbolici del territorio, fruibili anche attraverso percorsi di trekking e ciclabilità.

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