Ciro Verdoliva torna al Ruggi come traghettatore dopo le dimissioni fino alla nuova nomina: sindacati chiedono una guida stabile e interventi urgenti su sicurezza e gestione. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Ruggi, fase di transizione: Verdoliva guida l’ospedale fino alla nuova nomina
Sarà Ciro Verdoliva a garantire la continuità gestionale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ruggi” di Salerno fino alla nomina del nuovo direttore generale. L’ex manager dell’azienda di via San Leonardo è atteso nuovamente negli uffici a partire da domani, con il compito di accompagnare la struttura in questa fase di transizione.
Verdoliva, ingegnere originario di Castellammare di Stabia, aveva rassegnato le dimissioni solo pochi giorni fa, dopo circa quattro mesi di incarico, per assumere la guida dell’Ufficio del Garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità. Contestualmente avevano lasciato anche il direttore sanitario Marco Papa e Nicola Crispino, responsabile della gestione del personale.
Nel frattempo, il sindacato delle professioni infermieristiche di Salerno ha inviato una nota al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, sollecitando un intervento immediato. «La situazione che si è venuta a creare al Ruggi è evidente – afferma Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno – le dimissioni del direttore generale, del direttore sanitario e di altre figure apicali hanno di fatto azzerato il vertice aziendale. È impensabile governare una realtà così complessa senza una struttura di comando chiara e stabile, con ricadute dirette sui professionisti e soprattutto sui cittadini».
Secondo il sindacato, l’attuale assetto non consente di affrontare in maniera organica le numerose criticità, sia sul piano clinico-assistenziale sia su quello amministrativo. «Il Ruggi ha bisogno di una guida forte, autonoma e determinata – prosegue Tomasco – capace di intervenire sui problemi storici dell’azienda e di tracciare una linea chiara nell’interesse esclusivo della collettività».
Le dimissioni di Verdoliva, arrivate poco prima di Natale, si inseriscono in una fase già segnata da diversi cambiamenti ai vertici. A settembre scorso aveva lasciato l’incarico il direttore di presidio Walter Longanella, in seguito ad accertamenti sulla compatibilità del suo ruolo con strutture sanitarie private accreditate. Nello stesso periodo si era dimesso per pensionamento anche il direttore del Centro trasfusionale, Ferdinando Annarumma. Dal primo dicembre, inoltre, aveva concluso il suo percorso al Ruggi Giorgio Colarieti, fondatore del Centro di procreazione medicalmente assistita.
Sul fronte strutturale, intanto, si segnala la caduta di calcinacci da una scala antincendio dell’ospedale. A richiamare l’attenzione sul problema è Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell’Udc. «È inaccettabile – sottolinea – che una scala antincendio, elemento essenziale per la sicurezza in caso di emergenza, si trovi in condizioni così critiche. Esiste un rischio concreto e immediato, soprattutto in una struttura che dovrebbe garantire tutela e cura. Servono controlli immediati e interventi di messa in sicurezza senza ulteriori rinvii. La sanità pubblica non riguarda solo l’assistenza, ma anche la sicurezza degli edifici».








