Dall’ospedale Ruggi di Salerno parte la mobilitazione dei “Sanitari per Gaza”: digiuno nazionale, stop ai rapporti con aziende farmaceutiche israeliane e iniziative di sensibilizzazione in provincia. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Sanitari per Gaza, dal Ruggi di Salerno parte la mobilitazione
Medici, docenti universitari, studenti e personale sanitario dell’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno hanno dato vita a una mobilitazione spontanea a sostegno della popolazione palestinese. L’iniziativa, svoltasi ieri nei cortili dell’ospedale di via San Leonardo, ha visto l’adesione al digiuno nazionale per Gaza, cui hanno partecipato anche operatori degli ospedali di Agropoli, Battipaglia, Eboli, Oliveto Citra e Sapri.
Le richieste
I promotori hanno inviato una lettera alla direzione sanitaria chiedendo la sospensione dei rapporti commerciali con l’azienda farmaceutica Teva, multinazionale israeliana del settore. È stata inoltre inoltrata una richiesta all’Ordine dei Medici e all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Salerno affinché venga approvata una dichiarazione ufficiale che riconosca «la gravità della crisi umanitaria in Palestina e il genocidio in corso», in linea con la petizione internazionale Stop the Silence.
Sono in programma anche volantinaggi davanti alle farmacie di diverse città della provincia – tra cui Salerno, Agropoli, Capaccio Paestum, Eboli e Sala Consilina – per sensibilizzare i cittadini. I promotori precisano che il boicottaggio dei farmaci prodotti da aziende israeliane «non lede i diritti dei pazienti, poiché la maggior parte dei medicinali è sostituibile con equivalenti».
Le voci dal Ruggi
Il movimento “Sanitari per Gaza – Salerno”, insieme a Fp Cgil e ad associazioni come Femminile Palestinese, EquAzione e Andrea Proto, ha rilanciato l’appello al Comune di Salerno per adottare misure di sostegno. «Un medico o un infermiere giura di difendere la vita – spiega Francesca Bardascino, portavoce provinciale del movimento – sostenere il popolo palestinese significa difendere il diritto all’esistenza e alla salute in un luogo dove da decenni questi diritti sono negati».
Tra i sostenitori anche la professoressa Amelia Filippelli, ordinario di Farmacologia all’Università di Salerno e direttrice del servizio di Farmacologia clinica al Ruggi: «Abbiamo già promosso seminari e attività didattiche sulla sanità nei conflitti. Il digiuno forse non risolverà nulla, ma è un modo per dare voce a chi non ne ha più».