Nuova controversia attorno all’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. A finire sotto i riflettori, questa volta, non sono episodi di aggressione al personale sanitario, ma alcuni video pubblicati su TikTok che mostrerebbero infermieri impegnati in balletti indossando la divisa ospedaliera. Le immagini, circolate sui social, hanno suscitato reazioni contrastanti e acceso il dibattito sull’opportunità di simili contenuti in un momento di forte pressione per il sistema sanitario.
La denuncia dell’associazione
A sollevare pubblicamente la questione è stata l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, che ha commentato duramente l’episodio. Secondo quanto affermato, mentre in molte realtà italiane i Pronto Soccorso sono messi a dura prova dal picco influenzale stagionale, la pubblicazione di video di questo tipo all’interno di ambienti ospedalieri rischierebbe di trasmettere un messaggio sbagliato.
Nel commento diffuso sui social, l’associazione ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una guida manageriale forte e di regole chiare all’interno della struttura.
Il contesto e le precisazioni
Va tuttavia evidenziato che il video in questione, pubblicato lo scorso 24 dicembre, potrebbe essere stato registrato durante una pausa lavorativa. Non è escluso, dunque, che le riprese non abbiano interferito con l’attività assistenziale né con il normale svolgimento dei turni.
In diversi ospedali italiani, infatti, operatori sanitari utilizzano i social network anche come valvola di sfogo dopo turni particolarmente stressanti o per raccontare, con toni più leggeri, il lato umano di una professione complessa e spesso logorante.
Social, sanità e confini da chiarire
L’episodio riapre una questione più ampia: il rapporto tra utilizzo dei social media e ambiente sanitario. Se da un lato i contenuti online possono aiutare a umanizzare il lavoro degli operatori, dall’altro pongono interrogativi su immagine, decoro e percezione pubblica di strutture già al centro di difficoltà organizzative.
Resta ora da capire se la direzione dell’ospedale riterrà opportuno intervenire per chiarire quanto accaduto e definire eventuali linee guida sull’uso dei social all’interno delle strutture sanitarie.







