Report indaga sulla sanità campana: ospedale di Agropoli fermo, case di comunità mai aperte e ritardi del PNRR nonostante milioni investiti in consulenze. Lo riporta InfoCilento.
Sanità campana sotto esame: Report indaga su Agropoli e i ritardi del PNRR
La sanità campana torna sotto i riflettori di Report, che dedica una nuova inchiesta allo stato dei servizi sul territorio. Il reportage di Rai 3 apre dal pronto soccorso, descritto come il vero “termometro” dell’efficienza sanitaria, e ripercorre alcune delle principali criticità già emerse nei mesi scorsi, passando dalle difficoltà del Cardarelli alla situazione, ancora irrisolta, dell’ospedale di Agropoli.
Il caso Agropoli: dal “miracolo” annunciato alla paralisi del presente
L’ospedale cilentano, riaperto nel 2017 dall’allora presidente regionale Vincenzo De Luca e presentato come un “miracolo”, ha vissuto una parentesi di attività solo durante la pandemia, quando fu trasformato in struttura Covid. Conclusa l’emergenza, però, il pronto soccorso non è stato ripristinato e le sale operatorie – riattivate all’epoca – risultano di fatto inutilizzate: un solo intervento in cinque anni. «Finisce il Covid e finisce tutto», denuncia l’attivista Gisella Botticchio, evidenziando il senso di frustrazione dei cittadini di fronte a investimenti che non hanno prodotto servizi reali.
Promesse disattese e personale insufficiente
Il ritorno dell’ospedale nella rete dell’emergenza sarebbe dovuto essere il passo successivo. Ma così non è stato. Il sindaco Roberto Mutalipassi richiama la vera emergenza: la carenza cronica di personale, proponendo – senza riscontro – una gestione affidata ai privati per garantire la continuità delle prestazioni. Intanto, una struttura strategica resta sottoutilizzata, mentre nel territorio cresce la disillusione.
Case di comunità ferme e fondi PNRR non decollati
L’inchiesta allarga poi l’analisi alla programmazione regionale. Le case di comunità, indicate come uno degli strumenti chiave per alleggerire i pronto soccorsi, in Campania sono oltre trenta ma nessuna è ancora operativa. Un paradosso se rapportato ai 33 milioni di euro investiti in consulenze per il PNRR, risorse destinate – come evidenziato da Report – proprio a garantirne l’attuazione. Nonostante i fondi e la progettazione, i servizi restano bloccati e i cittadini continuano a fare i conti con le stesse criticità di sempre.
