Mezzo secolo di palcoscenico, passione e memoria collettiva. Il Gruppo Teatrale La Ribalta di Ravello celebra i suoi primi 50 anni di attività, confermandosi come la realtà teatrale più longeva della Costiera Amalfitana. Nato il 4 gennaio 1976, il sodalizio ha accompagnato generazioni di spettatori, diventando un punto di riferimento stabile per la vita culturale del territorio.
Il ritorno di un grande classico di Eduardo
Per festeggiare l’importante anniversario, grazie alla collaborazione della Fondazione Ravello, La Ribalta porta in scena “Uomo e galantuomo”, una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo, con la regia di Armando Malafronte. Lo spettacolo va in scena nello storico Teatro di Villa Rufolo, tornando a Ravello dopo quindici anni dall’ultima rappresentazione.
Una commedia che smaschera l’animo umano
Scritta nel 1922, “Uomo e galantuomo” è una satira amara e brillante sulla fragilità dell’essere umano. Al centro della vicenda c’è Gennaro, capocomico di una compagnia teatrale costretta a vivere di espedienti, e Alberto, giovane borghese innamorato di Bice, donna già sposata con il conte Carlo Tolentano. Quando la relazione viene scoperta, Alberto si rifugia nella follia per salvare l’onore, innescando una catena di equivoci che trascina tutti i personaggi in una recita grottesca e crudele.
Tra vaudeville, Scarpetta e Pirandello
La commedia fonde l’intreccio brillante del vaudeville con l’eredità del teatro scarpettiano, evocando atmosfere simili a “Miseria e nobiltà”, ma con toni più disincantati. La follia diventa maschera, l’onore un alibi morale, mentre emerge un’umanità incapace di rapporti autentici. Un’opera che sfiora il pirandellismo, ma che Eduardo supera grazie a una scrittura profondamente umana e autobiografica.
Date, repliche e successo di pubblico
Dopo le repliche del 2, 3 e 4 gennaio, il prossimo appuntamento è in programma il 6 gennaio alle ore 19, sempre al Teatro di Villa Rufolo. L’ottima risposta del pubblico ha già portato all’aggiunta di due nuove repliche, previste per il 10 e l’11 gennaio, a conferma di un anniversario che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.








