Il Ravello rinnova il proprio impegno nella tutela della memoria storica con un’iniziativa congiunta promossa dall’amministrazione comunale e dalla dirigenza dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli. L’appuntamento è fissato per domani, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, dedicata al ricordo delle vittime della Shoah.
Cinema e riflessione all’Auditorium Niemeyer
Il programma prenderà il via alle ore 10 presso l’Auditorium Oscar Niemeyer, con la proiezione del film “Jojo Rabbit”, diretto da Taika Waititi. La pellicola, una satira ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, racconta la storia di un ragazzo tedesco cresciuto all’interno della gioventù hitleriana, offrendo uno sguardo originale e critico sugli effetti dell’ideologia nazista.
Un linguaggio vicino ai giovani
La scelta del film risponde alla volontà di utilizzare il linguaggio del cinema per coinvolgere in modo diretto gli studenti, stimolando una riflessione profonda sui temi dell’odio, della propaganda e delle conseguenze estreme dell’intolleranza.
Le parole del sindaco
Il sindaco Paolo Vuilleumier ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa:
La nostra comunità si ferma per riflettere sull’abisso della Shoah, non solo come esercizio di memoria, ma come impegno civico quotidiano. Viviamo una fase storica in cui la guerra è tornata drammaticamente al centro della scena globale. Coltivare la memoria diventa quindi un atto vitale per costruire un presidio di civiltà e contrastare indifferenza, odio e intolleranza.
Secondo l’amministrazione, ricordare non significa guardare solo al passato, ma fornire alle nuove generazioni strumenti critici per interpretare il presente. La Giornata della Memoria diventa così un’occasione educativa per ribadire i valori della pace, della solidarietà e del rispetto dei diritti umani.
Un messaggio alle nuove generazioni
L’incontro si propone di consegnare ai più giovani una consapevolezza duratura: gli errori della storia devono restare un monito costante. Solo attraverso la conoscenza e la riflessione critica è possibile costruire un futuro fondato sul dialogo e sulla convivenza civile.







