All’indomani della manifestazione di protesta contro il progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno, l’imprenditore portuale Agostino Gallozzi interviene per respingere con decisione le accuse e le preoccupazioni sollevate da ambientalisti, cittadini e amministratori della Costiera amalfitana. Le dichiarazioni sono contenute in un’intervista firmata dal giornalista Gabriele Bojano e pubblicata nell’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno.
Porto di Salerno, Gallozzi replica alle proteste
Gallozzi, già presidente di Confindustria Salerno e oggi ai vertici di Salerno Container Terminal, società che fa capo al gruppo Gallozzi, parla apertamente di una “bagarre incredibile” nata, a suo dire, da informazioni non corrette o diffuse in mala fede. Al centro del dibattito c’è la presunta distruzione della spiaggia di via Ligea, uno dei punti più sensibili del fronte mare cittadino. «C’è qualcuno che ha voluto creare, in base a una fake news o in malafede, un allarme infondato – afferma – quando invece la spiaggia sarà salvata al cento per cento. Per me è inaccettabile».
Nel merito del masterplan dell’Autorità di Sistema Portuale, Gallozzi precisa che non si tratta di un documento segreto né di un’ipotesi vaga, ma di un progetto tecnico che, a suo avviso, va letto con attenzione. «Bisogna leggere le carte – sottolinea –. È prevista una risagomatura della banchina di sottoflutto che si innesta successivamente alla spiaggia». Secondo l’imprenditore, l’intervento non comporterebbe alcuna sottrazione dell’arenile: «Attualmente la scogliera del sottoflutto parte da dove termina la spiaggia. La risagomatura, sulla quale si può discutere, inizia esattamente da quel punto e quindi esclude del tutto la spiaggia, che resta salva». A sostegno di questa tesi, Gallozzi richiama anche le dichiarazioni del segretario generale dell’Autorità portuale, che avrebbe già chiarito pubblicamente l’assenza di impatti diretti sull’arenile di via Ligea.
L’imprenditore interviene infine sulle prese di posizione critiche dei sindaci della Costiera amalfitana, che hanno espresso parere negativo sulle modifiche previste dal masterplan. «Sostenere che il porto di Salerno possa influenzare negativamente Cetara e Maiori – afferma – significa ignorare la geografia dei luoghi». Una dichiarazione netta, che evidenzia la distanza tra le valutazioni tecniche del fronte portuale e le preoccupazioni espresse dagli amministratori costieri.








