Nuovo fronte di confronto politico ad Agropoli, dove la riorganizzazione del comando di Polizia Locale finisce al centro di una contestazione formale. Il consigliere comunale di opposizione Raffaele Pesce ha sollevato dubbi di legittimità sul Decreto Sindacale n. 2062 del 19 gennaio 2026, con cui è stato nominato il nuovo responsabile dell’Area 8 – Polizia Locale. Pur esprimendo pubblicamente gli auguri di buon lavoro al nuovo comandante Maurizio Cauceglia, Pesce ha focalizzato la propria critica su uno specifico passaggio del provvedimento. In particolare, il punto in cui il sindaco Roberto Mutalipassi si riserva la possibilità di individuare il Vicecomandante con un successivo atto amministrativo.
Il richiamo al regolamento comunale
Secondo il consigliere, tale previsione entrerebbe in contrasto con il Regolamento della Polizia Locale attualmente in vigore. Pesce richiama l’articolo 20, che attribuisce espressamente al Comandante la facoltà di nominare il Vicecomandante, scegliendolo tra il personale con funzioni di coordinamento e controllo appartenente alla categoria D.
Il regolamento, sottolinea il consigliere, qualifica questa scelta come fiduciaria e quindi rimessa esclusivamente al Comandante, senza possibilità di interferenze esterne, salvo modifiche formali approvate dal Consiglio Comunale.
La segnalazione agli organi istituzionali
La contestazione è stata trasmessa anche al Segretario Generale dell’Ente e al Presidente del Consiglio Comunale, con l’obiettivo di chiarire la correttezza procedurale dell’atto. Pesce ribadisce che, fino a eventuali revisioni regolamentari, le disposizioni attuali restano pienamente valide e vincolanti.
Il precedente e la richiesta di trasparenza
Nella sua nota, il consigliere ha inoltre richiamato precedenti episodi legati alla guida del comando di Polizia Locale, ricordando un’interrogazione del 2022 relativa a precedenti avvicendamenti ai vertici. Anche in quel caso, secondo Pesce, sarebbero emerse criticità sul piano della chiarezza amministrativa.
Il tema, ha annunciato il consigliere, sarà portato all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale, dove verrà chiesto un confronto pubblico sulla legittimità della procedura e sulla coerenza degli atti adottati con il quadro normativo vigente.
