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Pisciotta senza distributore di carburanti: chiuso l’unico impianto sul territorio comunale

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Pisciotta resta senza benzinaio. Nei giorni scorsi ha infatti chiuso l’unico distributore di carburanti presente sul territorio comunale, lasciando residenti e utenti senza la possibilità di rifornire i propri veicoli all’interno del paese. Una situazione che sta già producendo disagi diffusi, soprattutto per chi utilizza l’automobile quotidianamente per motivi di lavoro, studio o necessità sanitarie.

Pisciotta senza distributore di carburanti

Con la chiusura dell’impianto, per fare benzina o gasolio sarà necessario spostarsi nei comuni limitrofi, in particolare a Palinuro o ad Ascea, con percorrenze aggiuntive che incidono sui tempi e sui costi di spostamento. Un problema che assume contorni ancora più rilevanti se si considera la conformazione del territorio e la distanza dai principali centri di servizio, oltre alla presenza di una popolazione in parte anziana e di famiglie che dipendono dall’auto per ogni esigenza quotidiana.

Il venir meno di un presidio essenziale come il distributore di carburanti si inserisce in un quadro già complesso per i piccoli comuni del Cilento, dove la progressiva riduzione dei servizi rischia di accentuare fenomeni di isolamento e marginalità. La chiusura dell’impianto non incide soltanto sulla mobilità privata, ma ha ricadute anche sulle attività economiche locali, sugli operatori turistici e sui servizi di emergenza, che ora devono fare affidamento su rifornimenti esterni.

Tra i residenti cresce la preoccupazione per una situazione che, se dovesse protrarsi a lungo, potrebbe diventare strutturale. In molti sottolineano come l’assenza di un distributore rappresenti un ulteriore elemento di penalizzazione per un territorio che già deve fare i conti con carenze infrastrutturali e difficoltà di collegamento. Le segnalazioni e le richieste di intervento si stanno moltiplicando, con l’auspicio che possano essere individuate soluzioni rapide per il ripristino del servizio.

Al momento non sono state rese note le tempistiche né le motivazioni precise che hanno portato alla chiusura dell’impianto, né se vi siano trattative in corso per una riapertura o per l’insediamento di un nuovo gestore. Tra le ipotesi che circolano vi è quella di un intervento di supporto da parte delle istituzioni locali, finalizzato a favorire il ritorno del servizio attraverso strumenti amministrativi o incentivi mirati, nel rispetto delle normative vigenti.

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