Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la provincia di Salerno mostra un andamento economico improntato a una crescita moderata ma stabile. È quanto emerge dall’analisi elaborata dall’Ufficio studi della Cgia, che ha esaminato le previsioni di incremento del Prodotto interno lordo per il 2026 collocando il territorio salernitano in una posizione intermedia nel panorama nazionale.
Pil in aumento nel Salernitano: crescita contenuta ma continua
Secondo la stima, basata sui dati Prometeia aggiornati allo scorso ottobre, la provincia di Salerno si posiziona al 48esimo posto su 107 province italiane per dinamica di crescita del Pil. La previsione per il 2026 indica un incremento dello 0,62 per cento, un valore che evidenzia una traiettoria positiva, seppur contenuta, e sostanzialmente in linea con quella di molte aree del Centro-Sud e di altre realtà campane. Il dato salernitano risulta inoltre vicino alla media nazionale, che per il 2026 viene stimata intorno allo 0,66 per cento.
Il confronto con il periodo pre-pandemico restituisce un quadro di rafforzamento complessivo dell’economia provinciale. Tra il 2019 e il 2025, infatti, il Pil del Salernitano avrebbe registrato un incremento superiore ai nove punti percentuali, attestandosi al +9,23 per cento. Un percorso di recupero che segue la crescita già osservata nel 2025, quando l’aumento si era fermato intorno allo 0,35 per cento, segnando comunque un segno positivo.
A livello nazionale, lo studio evidenzia che per il 2026 il Pil italiano, in termini nominali, dovrebbe superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di circa 66 miliardi, pari a una variazione del +2,9 per cento rispetto al 2025. Considerando invece i valori reali, depurati dall’inflazione, la crescita prevista si attesterebbe intorno allo 0,7 per cento. Tale andamento sarebbe sostenuto principalmente dalla ripresa delle esportazioni, stimate in aumento dell’1 per cento, e dalla tenuta dei consumi delle famiglie (+0,6 per cento) e della Pubblica amministrazione (+0,5 per cento). In rallentamento, invece, gli investimenti, che passerebbero dal +2,4 per cento dell’anno precedente a un +0,7 per cento.
Nel report, la Cgia sottolinea anche il possibile impatto della scadenza prevista per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, fissata per la prossima estate, indicata come un fattore destinato a incidere in modo significativo sull’andamento economico complessivo. Viene inoltre richiamato il contesto geopolitico internazionale, evidenziando come un eventuale miglioramento dello scenario possa produrre ricadute anche sul sistema economico italiano, insieme alla necessità di interventi strutturali sul fronte burocratico e fiscale.
Nel quadro regionale, la provincia di Salerno contribuisce alla performance complessiva della Campania, che viene indicata tra le regioni del Mezzogiorno con le prospettive più dinamiche. Per il 2026, il Pil regionale è stimato in crescita dello 0,72 per cento, dato che colloca la Campania al sesto posto a livello nazionale. Le previsioni più elevate riguardano le province di Caserta (+0,76 per cento) e Napoli (+0,75 per cento), seguite da Benevento (+0,7 per cento) e Avellino (+0,65 per cento).
Nel confronto nazionale tra regioni, per il 2026 si prevede un primato dell’Emilia-Romagna (+0,86 per cento), seguita da Lazio, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. In coda alla graduatoria figurano Sicilia, Basilicata e Calabria. A livello provinciale, le crescite più marcate sono attese a Varese, Bologna, Reggio Emilia, Biella e Ravenna, mentre le uniche flessioni previsionali riguardano alcune province siciliane.








