Come riportato da Il Mattino, a pochi giorni dal pensionamento del comandante Pasquale Alò, il Comune di Scafati ha ufficializzato la nomina di Maria Rosaria D’Ambrosio alla guida della Polizia Municipale. L’incarico, conferito dal sindaco Cristoforo Salvati Aliberti, avrà carattere temporaneo, con scadenza fissata al 31 gennaio 2026, in attesa dell’eventuale indizione di un concorso pubblico per la selezione definitiva del nuovo comandante.
Scafati, nomina al vertice dei vigili urbani: scoppia la polemica
La nuova responsabile del comando di via Pietro Melchiade, già inserita nella macchina amministrativa comunale e con esperienza nei settori gestionali, assume le funzioni con il grado di sottotenente. Sulla sua scrivania arrivano immediatamente due dossier ritenuti prioritari: la riorganizzazione interna del comando stesso, ultimo atto esecutivo firmato dall’ormai ex comandante Alò, e la pianificazione del servizio sul territorio durante il periodo natalizio, che vedrà un fitto calendario di eventi e un prevedibile aumento delle esigenze di ordine pubblico.
La nomina, però, ha acceso il dibattito politico cittadino. Il centrosinistra ha sollevato una questione di opportunità, sottolineando il rapporto di parentela tra la neo comandante e la consigliera comunale di maggioranza Giuseppina D’Ambrosio, eletta nelle fila della civica Avanti Scafati e risultata la più votata alle ultime amministrative. La contestazione non riguarda i requisiti professionali della dirigente, ma il possibile conflitto tra ruolo politico e incarico tecnico in un settore, quello della vigilanza urbana, che prevede anche attività di controllo sull’operato dell’amministrazione.
Il capogruppo del Partito Democratico Michele Grimaldi ha ricordato alcuni interventi social pubblicati in passato dallo stesso Aliberti quando, dai banchi dell’opposizione, criticava nomine giudicate “di comodità”. Da qui la domanda pubblica: «Cosa penserebbe oggi il cittadino Aliberti del sindaco Aliberti, a meno di venti giorni dalle regionali?». Grimaldi ha inoltre evidenziato la necessità di chiarire se siano state attentamente valutate alternative interne con più lunga anzianità di servizio.
Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Carotenuto, rappresentante di Scafati Arancione, che chiede chiarimenti sulle procedure seguite, in particolare sulla scelta di fare riferimento al regolamento del 1999, nonostante una delibera dell’attuale amministrazione lo avrebbe superato. Carotenuto ha definito il tema “una questione di trasparenza e metodo”, chiedendo che siano rese note in modo dettagliato le valutazioni adottate per la selezione.
La maggioranza, dal canto suo, rivendica la piena legittimità dell’atto, sostenendo che la nomina rispetti parametri e procedure previste. La vicenda resta ora al centro del confronto politico, in un passaggio amministrativo considerato sensibile sia per gli equilibri interni alla coalizione di governo, sia per il contesto pre-elettorale che interessa la città.
