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Sicurezza nelle scuole, i presidi del Salernitano aprono ai metal detector: «Misure selettive e alleanze educative»

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I controlli
I controlli

In provincia di Salerno i dirigenti scolastici sostengono l’uso selettivo dei metal detector negli istituti più esposti: tecnologia e prevenzione per rafforzare la sicurezza a scuola. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Sicurezza a scuola in provincia di Salerno, apertura ai metal detector negli istituti più esposti

Nel Salernitano il tema della sicurezza nelle scuole non è una novità né un argomento esploso solo in seguito al dramma di La Spezia. Da anni, tra città e provincia, i dirigenti scolastici fanno i conti con un equilibrio sempre più delicato tra tensioni e possibili episodi di violenza tra adolescenti. Una fragilità che rende necessario affiancare a percorsi educativi strutturati anche strumenti di tutela concreti. È in questo contesto che si colloca l’annuncio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sull’eventuale introduzione dei metal detector negli istituti scolastici.

Interventi mirati

Il principio che guida i presidi è quello della “selettività”: nessuna applicazione indistinta in tutte le scuole, ma interventi circoscritti alle realtà dove il rischio è più elevato e dove la funzione di deterrenza può risultare efficace. È questa la linea dell’Anp – Associazione nazionale presidi di Salerno. Claudio Naddeo, referente provinciale, chiarisce la posizione: «Siamo favorevoli all’utilizzo di supporti tecnologici a sostegno dei percorsi educativi. Docenti e scuole, da soli, non possono affrontare situazioni complesse. In determinati contesti a rischio è corretto ricorrere anche a impianti tecnologici come misura di sicurezza».

Secondo i dirigenti, la tecnologia non prende il posto dell’educazione, ma la rafforza, soprattutto dove il disagio sociale richiede un livello più alto di protezione. Naddeo sottolinea inoltre il ruolo delle istituzioni: «Siamo pronti a condividere queste misure d’intesa con il prefetto di Salerno, Francesco Esposito», evidenziando la necessità di una regia territoriale che garantisca coerenza e assenza di improvvisazioni. Tra le proposte avanzate compare anche la videosorveglianza, ritenuta utile per individuare eventuali responsabilità in caso di episodi criminali e per rafforzare la sicurezza complessiva. La richiesta è chiara: servono strumenti di deterrenza, soprattutto a fronte di un «peggioramento dei comportamenti e della percezione del rischio nelle classi del primo biennio», dove le tensioni possono facilmente degenerare.

Alleanze educative

Sulla stessa linea si colloca anche DirigentiScuola. La presidente provinciale Maria Alfano invita a superare la contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari ai metal detector, leggendo la misura per ciò che realmente rappresenta: «Può essere considerata un provvedimento di extrema ratio. Di certo, nel clima culturale attuale, non servono polemiche o domande senza risposte. È necessario intervenire e farlo in tempi rapidi, attraverso un impegno condiviso, per evitare che episodi così gravi si ripetano».

Per Alfano, sicurezza ed educazione non sono alternative ma percorsi complementari. La scuola, da sola, non può sostenere l’intero peso di una crisi relazionale che spesso nasce fuori dalle aule: «Il ruolo delle famiglie e dell’imprinting educativo è centrale, ma è fondamentale costruire alleanze educative con la scuola, le istituzioni e tutti gli adulti responsabili».

Intanto, dal capoluogo emerge un dato significativo: nelle scuole superiori di Salerno, dall’inizio dell’anno, i provvedimenti disciplinari sono stati soltanto cinque, legati a comportamenti scorretti, offese ai docenti e litigi tra studenti. Un calo del 64% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i casi erano quattordici. Secondo i presidi, l’introduzione della bocciatura con il 5 in condotta ha rafforzato il senso di responsabilità individuale e la consapevolezza delle conseguenze. In questo quadro rientra anche la stretta sull’uso del cellulare: ridurne la presenza in classe, spiegano i dirigenti, ha migliorato il clima scolastico, con meno distrazioni, maggiore attenzione e una diminuzione dei livelli di aggressività.

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