La Regione Campania ha dato il via libera al progetto di recupero e rafforzamento ambientale della pineta e dell’area dunale compresa tra i territori di Eboli e Capaccio Paestum. L’intervento, dal valore complessivo di un milione di euro, rientra nel Masterplan Litorale Salerno Sud, lo strumento strategico pensato per ridefinire nel medio-lungo periodo l’intera fascia costiera che si estende da Pontecagnano Faiano fino a Castellabate come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Litorale Sud, ok della Regione al maxi intervento ambientale
Il via libera è arrivato attraverso il parere favorevole alla Valutazione di Incidenza Appropriata presentata dalla Provincia di Salerno, soggetto attuatore dell’opera. Si tratta di un passaggio tecnico indispensabile per progetti che insistono su aree di particolare pregio naturalistico e che possono avere potenziali ricadute sugli ecosistemi. L’iniziativa è inserita nel programma denominato “Marine del Sele” ed è stata concepita per rispondere a criticità strutturali già evidenziate nel Masterplan: la progressiva riduzione delle superfici di pineta e macchia mediterranea, quantificata in circa 250 ettari, e l’avanzamento dell’erosione costiera, stimato dai tecnici in un metro l’anno.
Nel dettaglio, il progetto approvato prevede una serie articolata di interventi. È in programma la realizzazione di un sentiero attrezzato lungo circa due chilometri, con pavimentazione in legno, pensato per consentire la fruizione dell’area senza comprometterne l’equilibrio ambientale. È prevista inoltre la pulizia selettiva del sottobosco su una superficie di circa 59 ettari, finalizzata a favorire i processi di rinaturalizzazione, insieme a un trattamento fitosanitario mirato per contrastare la diffusione della cosiddetta “cocciniglia tartaruga”, un parassita particolarmente dannoso per i pini.
Una parte rilevante dell’intervento riguarda il consolidamento del sistema dunale nel territorio di Eboli. In questo ambito è prevista la messa a dimora di 3.265 esemplari di ginepro su un’area di oltre 8mila metri quadrati ricadente all’interno di una Zona Speciale di Conservazione. L’autorizzazione regionale, tuttavia, è accompagnata da un insieme stringente di prescrizioni ambientali dettate dalla Commissione Via, il cui parere è stato integralmente recepito nel decreto.
Pur riconoscendo che l’opera non rappresenta una minaccia per i siti della rete Natura 2000 interessati e che, anzi, presenta effetti di recupero e miglioramento, la Commissione ha imposto limiti precisi sulle modalità e sui tempi di esecuzione. Tra le prescrizioni più significative figura il divieto assoluto di svolgere attività di cantiere nel periodo di nidificazione dell’avifauna: i lavori dovranno essere sospesi tra il 30 marzo e il 30 giugno. Particolare attenzione è riservata anche alla tutela degli habitat dunali, con il divieto di introdurre specie non caratteristiche degli ecosistemi sensibili e l’indicazione di privilegiare la delimitazione delle aree mediante paletti e cordame per ridurre il calpestio.







