Cronaca Salerno, Salerno

Università di Salerno, il 63% dei liceali resta al Sud: crolla l’esodo post-diploma

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Campus Unisa
Campus Unisa

Sempre più diplomati restano al Sud: il 63% dei liceali salernitani sceglie l’Università di Salerno. Dati, tendenze e ruolo dell’orientamento scolastico. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Stop alle valigie: i liceali scelgono l’Università di Salerno e restano in Campania

Per lungo tempo, soprattutto nel Mezzogiorno, il passaggio dal diploma all’università è stato raccontato attraverso un’immagine ricorrente: valigie pronte e partenze verso il Nord o atenei fuori regione. Nel Salernitano, però, quello scenario sta rapidamente cambiando. Le scelte dei liceali dopo la maturità segnano una svolta chiara: sempre più studenti decidono di restare in Campania, individuando nell’Università di Salerno il principale punto di riferimento. Classici, scientifici, scienze umane e linguistici: il quadro che emerge dalle iscrizioni post-diploma parla di un mutamento strutturale. Unisa si consolida come prima opzione, non più come alternativa di prossimità, ma come scelta consapevole e stabile.

I numeri

I dati complessivi sono indicativi. Su 1.923 diplomati liceali analizzati nel territorio salernitano, 1.226 studenti – pari al 63,8% – si iscrivono all’Università di Salerno. Sommando le immatricolazioni agli atenei napoletani, Federico II, Orientale e Vanvitelli, la percentuale di chi resta nel sistema universitario campano supera l’80%. La mobilità fuori regione si riduce così a una quota residuale, non più dominante.

Nei licei classici, tradizionalmente associati a una maggiore propensione alla migrazione accademica, la tendenza è evidente. Al Galdi di Cava de’ Tirreni, il 61,2% dei diplomati sceglie Unisa, mentre solo il 18,2% si orienta verso atenei fuori Campania. Al Marone di Mercato San Severino la permanenza raggiunge il 76,8%, con appena il 18,9% di iscritti fuori regione. Al Tasso di Salerno, il più grande classico del territorio, l’Università di Salerno è la prima scelta per oltre la metà dei diplomati, mentre chi lascia la regione si ferma al 33,4%. Percentuali simili si registrano anche al Vico di Nocera Inferiore e al De Sanctis di Salerno, dove la maggioranza resta in Campania.

Il cambio di passo è ancora più marcato nei licei scientifici. Al Da Procida di Salerno, il 67,3% dei diplomati si iscrive a Unisa; al Severi la quota sale al 75,3%. Il dato più significativo arriva da Baronissi, dove l’87% dei diplomati sceglie l’ateneo salernitano e solo l’8,7% va fuori regione. Una centralità confermata anche al Genoino di Cava, al Rescigno di Roccapiemonte, al Sensale di Nocera Inferiore e al Mangino di Pagani, con percentuali sempre superiori al 55%.

Nei licei delle scienze umane e linguistici il quadro non cambia. Al Regina Margherita di Salerno, indirizzo scienze umane, il 71,9% dei diplomati resta a Salerno; all’Alfano I il 63,3%. Nei linguistici, Unisa guida le preferenze in tutti gli istituti considerati: dall’Alfano I al Regina Margherita, dal Vico di Nocera Inferiore al Galdi di Cava de’ Tirreni. Anche in questi indirizzi, chi sceglie atenei fuori Campania rappresenta una minoranza contenuta, lontana dalle narrazioni del passato. Questa evoluzione non dipende soltanto dalla vicinanza territoriale. È il risultato di un rafforzamento complessivo dell’offerta formativa, dei servizi agli studenti, del collegamento con il mondo produttivo e, soprattutto, di un orientamento scolastico più strutturato ed efficace.

Il metodo

Un ruolo decisivo lo ha avuto la riforma dell’orientamento avviata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, che ha introdotto in modo sistematico le figure del docente tutor e del docente orientatore. L’orientamento non è più un passaggio occasionale, ma un percorso continuo che accompagna gli studenti nel secondo biennio e nell’ultimo anno delle superiori. Le scelte universitarie diventano così più informate e coerenti, basate su competenze acquisite e prospettive concrete. È anche grazie a questo processo che l’Università di Salerno viene oggi percepita come un’opzione competitiva e qualificante, non come una soluzione di ripiego.

Il ritorno delle valigie negli armadi non è uno slogan, ma un dato di fatto. I numeri raccontano una Campania che trattiene capitale umano, riduce la dispersione post-diploma e rafforza la propria filiera formativa. Per Salerno significa ribaltare una tendenza storica e costruire una nuova narrazione: quella di un territorio capace di formare, orientare e offrire opportunità, senza costringere i giovani a partire per cercare qualità e futuro.

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