Nel Salernitano emerge un segnale di discontinuità rispetto a una dinamica demografica che, negli ultimi anni, aveva mostrato un andamento costantemente negativo. L’indicatore arriva dal sistema educativo e, in particolare, dalla scuola dell’infanzia, primo livello strutturato di accesso ai servizi scolastici e cartina di tornasole della tenuta sociale dei territori come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Infanzia in controtendenza nel Salernitano
I dati Istat relativi alle nascite consentono di delineare uno scenario che apre a una previsione di crescita delle iscrizioni nei prossimi anni. In provincia di Salerno, nel 2023, i nuovi nati sono stati 7.662. Si tratta della platea che, in larga parte, raggiungerà l’età di accesso alla scuola dell’infanzia nell’anno scolastico 2026-2027. Il confronto con l’ultima tornata di iscrizioni evidenzia uno scarto significativo: a settembre 2025, infatti, gli iscritti al primo anno dell’infanzia nel Salernitano erano 7.181.
La differenza numerica è pari a 481 bambini in più, corrispondente a un incremento potenziale di circa il 6,7 per cento. Un dato che assume rilevanza sistemica, perché indica una possibile inversione di tendenza nella domanda di servizi educativi per la fascia 3-6 anni. Se le iscrizioni effettive dovessero allinearsi alla base demografica disponibile, il sistema dell’infanzia potrebbe tornare a registrare numeri più consistenti dopo anni di contrazione.
Nel quadro attuale, l’anno scolastico in corso vede 7.181 bambini di tre anni frequentare il primo anno della scuola dell’infanzia in provincia di Salerno. A questi si aggiungono 8.132 bambini di cinque anni e 3.926 alunni con età superiore ai cinque anni che si avviano verso il passaggio alla scuola primaria. Numeri che, letti nel loro insieme, restituiscono la dimensione di un segmento educativo centrale per l’organizzazione dei servizi locali.
La scuola dell’infanzia rappresenta, infatti, una delle prime infrastrutture sociali in grado di misurare la vitalità demografica di un territorio. Un aumento della platea potenziale si traduce in una maggiore domanda di servizi, in una presenza più stabile delle famiglie e in una rinnovata centralità della scuola come luogo di comunità. In questo contesto, il dato sulle nascite del 2023 viene interpretato come un indicatore di possibilità, più che come una certezza, ma sufficiente a segnalare un cambio di passo rispetto al recente passato.
A rafforzare questo scenario contribuisce l’incremento degli investimenti pubblici destinati alla fascia 0-2 anni, con effetti diretti sull’intero sistema educativo 0-6. Grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Ministero dell’Istruzione ha avviato in provincia di Salerno 18 interventi per un valore complessivo superiore agli 11 milioni di euro, finalizzati alla creazione di circa 560 nuovi posti negli asili nido pubblici.
Gli interventi interessano numerosi comuni, tra cui Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Sala Consilina, Castellabate, Ceraso, Centola, Castelnuovo Cilento, Serre, Sapri, Teggiano, Tramonti, Vietri sul Mare e Montesano sulla Marcellana, oltre ad altri centri come Monteforte Cilento, Pertosa, Salento e Auletta. La distribuzione territoriale degli investimenti delinea una strategia diffusa di rafforzamento del welfare educativo.
Il combinato disposto tra dati demografici e potenziamento dei servizi per la prima infanzia restituisce un quadro in cui il Salernitano può contare su una base più solida per la filiera educativa 0-6. Le cifre sintetizzano la portata del fenomeno: 7.662 nati nel 2023, 7.181 iscritti nel 2025, una potenziale crescita di 481 bambini nel 2026 e 560 nuovi posti nei nidi pubblici. Elementi che, nel loro insieme, delineano un segnale di stabilizzazione e di possibile risalita della curva demografica provinciale.
