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Imposta di soggiorno in crescita nel Salernitano: +2,5 milioni nel 2025

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Foto generica
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Nel 2025 l’imposta di soggiorno in provincia di Salerno ha registrato una crescita del 23,7%. Aumentano gli incassi complessivi, Salerno consolida il ruolo di capoluogo turistico. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Imposta di soggiorno in crescita: in provincia di Salerno oltre 2,4 milioni in più nel 2025

Il turismo nel Salernitano registra nel 2025 una crescita misurabile attraverso un dato concreto: il gettito dell’imposta di soggiorno. Le rilevazioni ufficiali della Ragioneria dello Stato, elaborate tramite il sistema Siope, evidenziano un incremento significativo delle entrate complessive dei Comuni a vocazione turistica della provincia.

Nel dettaglio, si passa dai 10.326.710,79 euro incassati nel 2024 ai 12.778.340,41 euro del 2025. Un aumento pari a 2.451.629,62 euro, corrispondente a un +23,7 per cento. Numeri che restituiscono l’immagine di un turismo più distribuito sul territorio e meno concentrato in pochi centri trainanti.

Il ruolo del capoluogo

Salerno rafforza la propria posizione all’interno del sistema turistico provinciale. Il Comune capoluogo cresce da 1.136.535,14 euro del 2024 a 1.189.459,82 euro nel 2025, con un incremento di 52.924,68 euro. Un risultato che conferma la maturità dell’offerta cittadina, capace di attrarre flussi legati alla crocieristica, agli eventi, al turismo culturale e alla ricettività diffusa.

Il trend positivo trova riscontro anche nei dati dell’ultimo trimestre dell’anno. L’assessore al Turismo Alessandro Ferrara sottolinea come «il periodo natalizio e di fine anno abbia fatto registrare un’ottima risposta in termini di presenze, confermando l’appeal crescente di Salerno nel panorama nazionale e internazionale, con ricadute economiche rilevanti sull’intero comparto».

Secondo Ferrara, «le strutture alberghiere ed extralberghiere hanno beneficiato di flussi costanti di visitatori, generando introiti importanti che si sono tradotti in un contributo positivo anche per le casse comunali attraverso la tassa di soggiorno». Un risultato che, aggiunge, «premia il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte dell’accoglienza, dell’organizzazione e della promozione del territorio».

Il 2025, inoltre, non rappresenta un caso isolato. «Sono già stati avviati accordi strategici nelle principali fiere del turismo, in ambito nazionale e internazionale, con riscontri molto positivi verso le nostre risorse culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche». Centrale anche il capitolo legato alle crociere: «sono previste circa 190 navi, per un flusso complessivo di oltre 400 mila turisti, una straordinaria opportunità per l’economia locale e per l’immagine della città».

I numeri della provincia

Sulla Costiera amalfitana Positano resta il Comune con il gettito più elevato, pari a 2.006.764,87 euro, ma registra una flessione rispetto ai 2.385.510,68 euro del 2024, con un calo di 378.745,81 euro. Amalfi scende da 1.481.696,40 a 1.449.589,11 euro (−32.107,29), Maiori da 1.028.353,32 a 909.638,55 euro (−118.714,77). In diminuzione anche Ravello (−10.326 euro) e Praiano (−32.200 euro), così come Atrani (−14.415,74) e Cetara (−8.961,99).

A sostenere la crescita complessiva è invece il Cilento. Capaccio Paestum segna l’incremento più marcato, passando da 734.521,78 euro a 1.217.847 euro, con un aumento di 483.325,22 euro. Castellabate cresce da 215.132 a 546.204 euro (+331.072), Ascea da 179.050,40 a 342.290,23 euro (+163.239,83) e Centola da 440.660,26 a 532.050 euro (+91.389,74).

In aumento anche Minori (+68.934 euro), Furore (+37.571), Pollica (+18.338,33) e Scala (+28.213,50). In controtendenza Agropoli (−13.367,21 euro), Cava de’ Tirreni (−69.051,12), Pisciotta (−76.522,87), San Giovanni a Piro (−7.804,53) e Padula (−2.310 euro). Santa Marina registra un lieve incremento di 1.354,88 euro, mentre Nocera Inferiore entra nel sistema nel 2025 con un gettito di 12.759 euro. Nel complesso, il 2025 consegna un quadro di maggiore equilibrio e diffusione del turismo nel Salernitano, con un’imposta di soggiorno che sfiora i 12,8 milioni di euro, segnale di una trasformazione strutturale dell’economia turistica provinciale.

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