Cronaca Salerno, Salerno

Fratte soffoca ancora: residenti esasperati denunciano miasmi persistenti e chiedono interventi immediati

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Fonderie Pisano

Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, torna a salire l’allarme ambientale nel quartiere Fratte, dove i residenti segnalano da giorni condizioni dell’aria definite ormai intollerabili. Al centro delle nuove proteste c’è, ancora una volta, lo stabilimento siderurgico delle Fonderie Pisano, indicato come principale fonte di esalazioni maleodoranti che renderebbero difficile la vita quotidiana nelle abitazioni circostanti.

Fratte soffoca ancora: residenti esasperati

A farsi portavoce del malessere diffuso è Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita, che insieme ai cittadini ha formalizzato l’ennesima segnalazione indirizzata alle autorità competenti. Secondo quanto denunciato, a partire da metà gennaio l’impianto avrebbe ripreso a lavorare in maniera continuativa, con effetti immediatamente percepibili nel quartiere. L’aria, spiegano i residenti, sarebbe impregnata di un odore acre e persistente, capace di insinuarsi nelle case e provocare bruciore agli occhi e alle vie respiratorie, costringendo molte famiglie a tenere porte e finestre chiuse per gran parte della giornata.

Non si tratta di un episodio isolato. Le lamentele provenienti dall’area di via dei Greci si ripetono ciclicamente da anni e seguono spesso lo stesso schema: segnalazioni ufficiali agli enti preposti, post sui social network, fotografie che ritraggono l’impianto in funzione e messaggi condivisi nelle chat dei comitati civici. Un flusso costante di testimonianze che, secondo Forte, restituisce l’immagine di una comunità stanca e provata. Le richieste di aiuto arriverebbero da persone di ogni età, accomunate dalla sensazione di non riuscire più a sopportare una situazione percepita come lesiva della salute e della dignità personale.

Il disagio, spiegano i residenti, non riguarda soltanto la presenza di emissioni, ma soprattutto la componente olfattiva, considerata particolarmente invasiva. Un elemento che, pur non sempre facilmente misurabile, incide in modo diretto sulla qualità della vita e alimenta un clima di esasperazione crescente. Sullo sfondo resta il dibattito sul reale livello di attività dello stabilimento. Secondo quanto riferito dalla Fiom Cgil, infatti, le Fonderie Pisano opererebbero attualmente per periodi limitati, circa una settimana al mese, e con emissioni ridotte rispetto al passato. Una versione che, tuttavia, non sembra attenuare la percezione di disagio vissuta quotidianamente dagli abitanti della zona.

A rendere il contesto ancora più delicato contribuisce la sentenza emessa lo scorso maggio dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha condannato le istituzioni italiane per la gestione della vicenda ambientale legata allo stabilimento. Una decisione che ha rafforzato la convinzione dei residenti sulla fondatezza delle richieste avanzate negli anni e ha determinato un cambio di passo da parte degli enti coinvolti. Pochi giorni dopo il pronunciamento della Corte, infatti, è stato avviato il procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata alle Fonderie Pisano.

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