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Camerota, caso esplosione al Mingardo: il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune

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L'esplosione
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Bocciato il ricorso sull’esplosione del costone stradale del Mingardo a Camerota: il Consiglio di Stato conferma l’illegittimità dei lavori e condanna il Comune alle spese. Lo riporta Il Mattino.

Esplosione al Mingardo, bocciato ricorso del Comune di Camerota

Si chiude con un esito sfavorevole per il Comune di Camerota il contenzioso legato agli interventi effettuati sul costone stradale del Mingardo. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso presentato dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta, assistito dall’avvocato Pasquale D’Angiolillo, confermando l’illegittimità delle opere realizzate.

Secondo quanto stabilito dai giudici, non ricorrevano i presupposti di somma urgenza tali da giustificare l’esecuzione dei lavori in assenza delle necessarie autorizzazioni, trattandosi di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici. In base alla ricostruzione contenuta nella sentenza, l’amministrazione comunale avrebbe potuto adottare misure alternative, come la limitazione o la chiusura del traffico, evitando interventi diretti senza il preventivo assenso degli enti competenti.

Nel procedimento sono state accolte anche le posizioni della Soprintendenza e dell’Ente Parco, rappresentati dall’Avvocatura dello Stato, che avevano disposto la sospensione dei lavori. Ritenute fondate, inoltre, le argomentazioni presentate dalle associazioni Italia Nostra e Per un Comune Migliore, difese dagli avvocati Adolfo Domingo Scarano e Vincenzo Speranza.

La decisione del Consiglio di Stato comporta per il Comune di Camerota la condanna al pagamento di circa 40 mila euro per le spese processuali. Disposta anche la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, chiamata a valutare l’eventuale sussistenza di un danno erariale.

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