La cosiddetta “guerra delle aule” tra l’Istituto superiore Genovesi-Da Vinci e il liceo Regina Margherita è tutt’altro che risolta. A distanza di giorni dal sit-in organizzato davanti a Palazzo Sant’Agostino, la situazione degli spazi resta invariata e le soluzioni annunciate dalla Provincia non hanno ancora trovato attuazione come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Emergenza aule al Genovesi-Da Vinci lezioni tra teatro e laboratori
Le tre aule che, secondo gli impegni assunti, avrebbero dovuto essere restituite all’istituto tecnico entro l’inizio della settimana continuano a rimanere nella disponibilità del liceo ospitato nello stesso edificio. Una condizione che mantiene il Genovesi-Da Vinci in piena emergenza logistica e che riaccende la mobilitazione di studenti e famiglie, delusi da un accordo rimasto, di fatto, solo sulla carta.
All’interno della scuola il clima è segnato da incertezza e frustrazione. L’annuncio di una soluzione imminente aveva fatto sperare in un rapido rientro alla normalità, almeno parziale. Invece, con il passare dei giorni, nulla è cambiato: nessun trasferimento, nessuna comunicazione ufficiale, nessun cronoprogramma definito. Le classi continuano a essere distribuite in spazi di fortuna e l’organizzazione didattica procede tra continui adattamenti.
A fare il punto è il presidente del Consiglio d’Istituto, Alessandro Masi, che ricorda come l’impegno assunto dalla Provincia prevedesse la liberazione di tre aule in tempi brevi. «Siamo arrivati a fine settimana e non è stata restituita neanche un’aula – spiega – né è arrivata alcuna comunicazione formale». Un silenzio che pesa e che, secondo le famiglie, alimenta la percezione di trovarsi di fronte all’ennesimo rinvio, con gli studenti costretti a subire le conseguenze di una gestione emergenziale protratta da mesi.
La quotidianità scolastica risulta profondamente alterata. Dall’inizio dell’anno le lezioni si svolgono in ambienti non progettati per ospitare classi: biblioteche, laboratori e altri spazi adattati all’occorrenza. In alcune situazioni, come segnalato dai genitori, anche il teatro dell’istituto è stato utilizzato come aula. Una soluzione tampone che penalizza la didattica, soprattutto per un istituto tecnico, dove l’uso dei laboratori rappresenta un elemento centrale del percorso formativo.
Sul fronte opposto, arriva la replica del liceo Regina Margherita. In una nota, la comunità scolastica parla di una pressione amministrativa crescente e contesta l’assenza di reali alternative logistiche. Secondo la scuola, gli spazi individuati per un eventuale trasferimento non sarebbero mai stati concretamente messi a disposizione. La denuncia assume anche un profilo istituzionale: il timore è che una scuola con oltre mille studenti venga penalizzata senza che siano garantite condizioni minime di funzionamento.
