A poco più di quattro mesi dalle elezioni amministrative della primavera 2026, la Costiera Amalfitana inizia lentamente a scaldarsi sul piano politico. Se ad Amalfi emergono i primi nomi e si moltiplicano le riunioni, a Maiori e Positano la situazione appare ancora bloccata, con scenari in larga parte già scritti e poche novità concrete all’orizzonte.
La finestra elettorale: il voto tra fine maggio e inizio giugno
Secondo ambienti politici ben informati, la data più probabile per le elezioni comunali sarebbe sabato 23 e domenica 24 maggio 2026. L’ipotesi di aprile sembra definitivamente esclusa, così come quella della fine di maggio, penalizzata dal ponte del Primo Giugno. Resta sullo sfondo anche la possibilità di uno slittamento a metà giugno, ma al momento la finestra di fine maggio appare la più accreditata.
Questo significa che le liste dovranno essere presentate entro tre mesi, meno di cento giorni: un conto alla rovescia che obbligherà schieramenti e candidati a uscire allo scoperto molto presto.
Amalfi: si cerca l’alternativa a Daniele Milano
Ad Amalfi il sindaco uscente Daniele Milano resta, al momento, l’unico candidato certo. Attorno a lui, però, si stanno muovendo pezzi importanti dell’opposizione, nel tentativo di costruire una cordata unitaria capace di sfidarlo dopo il risultato risicatissimo del 2020. Dal centrosinistra circola con insistenza il nome di Pietro De Luca, avvocato, figlio dell’ex sindaco Antonio De Luca. Una candidatura che viene letta anche come possibile passaggio generazionale e politico, ma che non ha ancora trovato una convergenza ampia.
Resta in campo anche Antonella Franzese, forte di un seguito autonomo che potrebbe rendere difficile la sintesi. Sul fronte del centrodestra, Giovanni Torre ha pubblicamente escluso una candidatura a sindaco, ma in politica – si sa – nulla è mai definitivo.
Il quadro provinciale: Salerno e Cava snodi decisivi
La tornata elettorale 2026 coinvolgerà anche alcuni dei comuni più importanti della provincia di Salerno. Nel capoluogo, dopo le dimissioni di Napoli, si profila il ritorno in campo dell’ex governatore Vincenzo De Luca, che già si muove come candidato sindaco.
A Cava de’ Tirreni, invece, si aprirà la successione al sindaco Vincenzo Servalli. Al momento l’unico nome realmente in movimento è quello del consigliere comunale Raffaele Giordano, attorno al quale potrebbe ricompattarsi l’intero centrodestra. In maggioranza, cresce il peso della presidente del Consiglio comunale Lorena Iuliano, data in pole per il ruolo di vicesindaco nel pieno del rush elettorale.
Positano: verso la conferma dello scontro Guida contro Guida
A Positano lo scenario appare già definito. Salvo colpi di scena, si va verso la riedizione della sfida tra Giuseppe Guida, sindaco uscente con la lista L’Alba della Libertà, e Gabriella Guida con SuPerPositano.
Le voci su una terza lista continuano a rincorrersi, ma finora ogni ipotesi è stata smentita. Resta però la consapevolezza che, come già accaduto in passato, le sorprese dell’ultima ora non sono mai da escludere.
Maiori: Capone verso il tris, opposizioni ancora divise
Il caso più emblematico resta quello di Maiori. Qui il sindaco uscente Antonio Capone potrebbe puntare a una terza riconferma consecutiva, approfittando – ancora una volta – della frammentazione dell’opposizione. I nomi che circolano sono diversi, tra cui Salvatore Della Pace ed Elvira D’Amato, ma il rischio è quello già visto: molte candidature, voti dispersi e vittoria del sindaco uscente anche con percentuali inferiori al 30%.
Tra comitati contrari al tunnel, polemiche sul depuratore e una guerriglia costante sui social, Capone sembra contare su un pacchetto di voti consolidato e sulle divisioni altrui per completare il tris.
Un copione che rischia di ripetersi
Il dato politico che emerge è chiaro: i sindaci uscenti partono in vantaggio, mentre le opposizioni faticano a costruire alternative credibili e unitarie. Amalfi resta il vero punto interrogativo, Positano l’unico comune dove il confronto appare realmente acceso, Maiori l’esempio più evidente di un sistema che premia chi ha una base solida anche contro una maggioranza diffusa ma disorganizzata.
Le prossime settimane saranno decisive. Entro cento giorni tutto dovrà essere chiaro: o dentro o fuori.








