Incontro, ad Eboli, tra l’Amministrazione comunale e le associazioni di comunità straniere: “Solo insieme si può crescere”. Dialogo su lavoro, casa, sanità e servizi: nasce un percorso di collaborazione e inclusione. Lo riporta InfoCilento.
Eboli, incontro con le comunità straniere
Giornata di ascolto e confronto nella Sala Mangrella, dove l’Amministrazione comunale ha incontrato due associazioni di cittadini stranieri residenti sul territorio. All’iniziativa hanno partecipato il sindaco Mario Conte, il capogruppo di Eboli 3.0 e presidente della III Commissione consiliare Matteo Balestrieri, il consigliere del Forum dei Giovani Francesco Giusti – promotori dell’incontro – e numerosi rappresentanti delle comunità straniere.
Il dibattito
Il dibattito ha affrontato temi cruciali della vita quotidiana: smaltimento dei rifiuti, trasporti, abitazioni, lavoro, sanità e servizi essenziali. Durante la riunione, l’Amministrazione ha presentato alcune iniziative:
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un censimento aggiornato della popolazione residente, base per controlli mirati sulle condizioni abitative;
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il lavoro del Tavolo del Terzo Settore sull’immigrazione, che porterà alla realizzazione del Progetto Esperanto e alla nascita del Centro per le Migrazioni presso il Polo Sociale;
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l’adesione a programmi nazionali e regionali come SU.PR.EME, SU.PR.EME 2, DEMETRA, DI.AGR.A.M.M.I Sud e C.I.A.C., fondamentali per il territorio ebolitano.
Le dichiarazioni
«La giornata di oggi – ha dichiarato il consigliere Matteo Balestrieri – segna l’inizio di un patto di collaborazione con i nuovi cittadini ebolitani. Solo insieme possiamo trasformare le difficoltà in opportunità di crescita per l’intera comunità». Sulla stessa linea il sindaco Mario Conte: «Dialogo e inclusione sono valori irrinunciabili. Continueremo a promuovere momenti di incontro per costruire una città sempre più aperta, coesa e capace di fare della diversità una risorsa». La numerosa partecipazione, nonostante la giornata festiva, è stata interpretata come un chiaro segnale di volontà da parte dei cittadini stranieri di sentirsi parte integrante del tessuto sociale ebolitano.