Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la provincia di Salerno registra un netto e strutturale ridimensionamento del fenomeno dell’abbandono scolastico nel passaggio più critico delle scuole superiori, quello tra il terzo e il quarto anno. Un segmento storicamente segnato da elevate uscite dal sistema formativo, soprattutto dopo l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, che oggi mostra invece livelli di continuità mai raggiunti in passato.
Dispersione scolastica in caduta libera nel Salernitano
I dati più aggiornati sugli organici per l’anno scolastico 2025-2026 certificano una tenuta complessiva del sistema provinciale pari al 98,4%. A fronte dei 10.979 studenti iscritti al terzo anno nell’anno precedente, risultano 10.805 alunni regolarmente frequentanti il quarto anno. Lo scostamento è limitato a 174 unità, con una percentuale di abbandono che si attesta all’1,6%. Un valore che segna una riduzione superiore al 75% rispetto al 2019, quando nello stesso territorio oltre 700 studenti sedicenni avevano interrotto il percorso scolastico, facendo salire la quota delle uscite oltre il 6,5%.
Il dato assume un rilievo particolare se inserito nel contesto storico del sistema educativo salernitano, dove proprio il passaggio oltre l’obbligo rappresentava il punto di maggiore fragilità. Oggi, invece, la continuità tra terzo e quarto anno appare consolidata e distribuita in modo omogeneo tra i diversi indirizzi di studio, con risultati significativi sia nei licei sia negli istituti tecnici e professionali.
Nei licei la permanenza degli studenti è pressoché totale. Nell’anno scolastico 2024-2025 gli iscritti al terzo anno erano 5.961, mentre nel 2025-2026 risultano 5.969 studenti al quarto anno. La differenza di sole otto unità porta il tasso di continuità al 99,87%, evidenziando una stabilità che non trova precedenti nelle rilevazioni degli ultimi anni.
Anche negli istituti professionali, tradizionalmente più esposti al rischio di dispersione, i numeri mostrano una tenuta significativa. Dai 2.130 studenti del terzo anno si passa ai 2.071 del quarto, con uno scarto di 59 unità e una continuità pari al 97,2%. Un dato che segnala un rafforzamento strutturale di questi percorsi, sempre più orientati al conseguimento di competenze spendibili e a una qualificazione professionale riconoscibile.
Negli istituti tecnici il sistema mantiene livelli elevati di stabilità. I 2.888 studenti iscritti al terzo anno diventano 2.765 al quarto, con una differenza di 123 unità e una continuità del 95,7%. Anche in questo segmento, il passaggio oltre l’obbligo non rappresenta più una cesura netta, ma una prosecuzione naturale del percorso.
