Cronaca Salerno, Salerno

Dimensionamento scolastico, Salerno fa muro: no allo smembramento del Santa Caterina-Amendola

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L'Istituto Santa Caterina-Amendola
L'Istituto Santa Caterina-Amendola

Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la vertenza legata al futuro dell’istituto Santa Caterina da Siena-Amendola entra in una fase decisiva, con una presa di posizione chiara anche da parte di Palazzo di Città.

Alla mobilitazione degli studenti, scesi in strada per il secondo giorno consecutivo contro l’ipotesi di smembramento prevista nel piano di dimensionamento scolastico regionale, si affianca ora un segnale politico che rafforza il fronte del “no” alla frammentazione dell’istituto di Mercatello.

Dimensionamento scolastico, Salerno fa muro

La svolta è maturata nel corso di una seduta della Commissione politiche sociali del Comune di Salerno, chiamata a esprimersi sulla riorganizzazione della rete scolastica. Nel corso dell’audizione sono state ascoltate le dirigenti scolastiche Anna Rita Carrafiello e Daniela Novi, che hanno illustrato una proposta alternativa allo smembramento: l’accorpamento tra il Santa Caterina-Amendola e il Giovanni XXIII, finalizzato alla creazione di un unico polo formativo dedicato al mare e alla blue economy. Una soluzione pensata per salvaguardare l’identità dell’istituto e, al tempo stesso, rispettare i parametri numerici richiesti dalla Regione.

La Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità, con una convergenza che ha coinvolto sia la maggioranza sia l’opposizione. Un riconoscimento esplicito del ruolo che il Santa Caterina svolge da anni come presidio educativo e sociale nella zona orientale della città. «Non si tratta solo di numeri, ma di una questione sociale e territoriale», ha sottolineato la presidente della Commissione, Barbara Figliolia, evidenziando come la proposta del Polo del Mare rappresenti una prospettiva coerente con le vocazioni del territorio. «Il Comune intende sostenere questa ipotesi – ha aggiunto – perché non vogliamo che la scuola venga smembrata».

Alla seduta hanno partecipato anche i consiglieri Elisabetta Barone, Filomeno Di Popolo e Corrado Naddeo, a testimonianza di un orientamento condiviso su un tema che va oltre le appartenenze politiche. La continuità del Santa Caterina viene considerata un elemento chiave per garantire stabilità educativa e contrastare fenomeni di marginalizzazione in un’area già segnata da fragilità sociali.

Fuori dalle sedi istituzionali, intanto, la protesta degli studenti prosegue. Davanti all’edificio di via Lazzarelli, i ragazzi hanno organizzato un sit-in pacifico, con striscioni e cartelloni affissi alle recinzioni dell’istituto. Gli slogan raccontano il timore di vedere dissolversi un percorso formativo costruito negli anni e la volontà di difendere una scuola percepita come opportunità concreta di futuro e lavoro sul territorio. Il messaggio che arriva dalla piazza è netto: il Santa Caterina non è una semplice voce in una tabella amministrativa, ma un punto di riferimento per centinaia di famiglie.

Gli studenti richiamano anche il tema degli investimenti pubblici, sottolineando come un eventuale smembramento rischierebbe di vanificare risorse già impiegate attraverso fondi Pnrr e programmi europei. La proposta di fusione con il Giovanni XXIII viene indicata come una soluzione capace di valorizzare competenze, infrastrutture e prospettive occupazionali, evitando la dispersione scolastica e l’emigrazione forzata dopo il diploma.

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