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Ogliastro Cilento, minoranza denuncia criticità nel PUC: la Provincia conferma le osservazioni

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Municipio di Ogliastro Cilento
Municipio di Ogliastro Cilento

La minoranza di Ogliastro Cilento segnala criticità nel PUC: la Provincia di Salerno conferma le osservazioni su attuazione, dimensionamento e procedura a sportello. A parlare è Antonio Abate, consigliere comunale di minoranza e rappresentante dell’associazione Ogliastro Futuro. “Quando il PUC è stato adottato – sottolinea Abate – avevamo indicato chiaramente diverse criticità non solo sul contenuto del piano, ma soprattutto sulle modalità di attuazione e gestione nel tempo”.

PUC di Ogliastro Cilento sotto esame: minoranza e Provincia evidenziano criticità

La minoranza consiliare di Ogliastro Cilento torna a sollevare dubbi sul Piano Urbanistico Comunale (PUC), evidenziando criticità già segnalate in fase di adozione. A parlare è Antonio Abate, consigliere comunale di minoranza e rappresentante dell’associazione Ogliastro Futuro. “Quando il PUC è stato adottato – sottolinea Abate – avevamo indicato chiaramente diverse criticità non solo sul contenuto del piano, ma soprattutto sulle modalità di attuazione e gestione nel tempo”. Le osservazioni, formali e documentate, erano state presentate inizialmente al Comune guidato dal sindaco Michele Apolito e successivamente agli enti competenti. In esse si evidenziavano punti precisi: la modalità di attuazione del piano, la procedura a sportello e il rischio di un carico urbanistico non governato, in assenza di una programmazione chiara e verificabile.

“Le segnalazioni rivolte al Comune non hanno avuto risposta”, aggiunge Abate. Diverso è stato l’esito quando la questione è stata esaminata dalla Provincia di Salerno, che nei mesi successivi ha avanzato due distinte richieste di integrazione. La Provincia ha richiamato espressamente aspetti già evidenziati dalla minoranza, come le modalità attuative, la coerenza del dimensionamento e la gestione complessiva del piano. “Si tratta di un passaggio significativo: il PUC, così come impostato, richiede una revisione profonda, con modifiche che interessano numeri, norme tecniche, relazioni e impostazione generale”, spiega Abate. Tra le criticità più rilevanti figura la procedura a sportello, un meccanismo che premia la presentazione delle istanze in ordine cronologico, senza una programmazione complessiva.

“Il rischio non è tanto quello di costruire troppo, ma di non sapere quali regole guideranno la costruzione, quali priorità saranno rispettate e a quali condizioni. Per questo è fondamentale attendere il pronunciamento definitivo della Provincia. Solo un chiarimento completo sull’iter procedurale e sulle modalità di attuazione consentirà di proseguire verso l’approvazione del piano”, conclude Abate. “Un Piano Urbanistico stabilisce regole per il territorio per decenni: quando queste regole sono ambigue, il dovere di chi amministra e di chi controlla non è accelerare, ma garantire chiarezza e uniformità per tutti”.

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